6 maggio 2013 / 16:23 / 5 anni fa

Italia, Draghi: non abbandoni strada consolidamento conti pubblici

ROMA (Reuters) - I Paesi euro con un alto debito come l‘Italia non devono abbandonare la strada del consolidamento dei conti pubblici e una distribuzione più equa della ricchezza migliorerebbe l‘andamento dell‘economia dell‘area.

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. REUTERS/Giampiero Sposito

Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi nel corso della sua Lectio magistralis alla Luiss avvertendo che un alto tasso di disoccupazione giovanile può scatenare proteste “estreme e distruttive”.

I governi nazionali dovrebbero assumere, poi, iniziative per ridurre la frammentazione del credito.

“Specialmente per i paesi con livelli di debito pubblico strutturalmente alti, quindi non temporaneamente elevati a causa della crisi attuale, ciò significa non tornare indietro dagli obiettivi già raggiunti”, ha detto Draghi senza citare alcun Paese.

“Occorre però mitigare gli effetti inevitabilmente recessivi del consolidamento di bilancio con una sua composizione che privilegi le riduzioni di spesa corrente e quelle delle tasse”.

L‘Italia ha un debito pari a circa il 130% del Pil e per spingere la crescita il governo sta valutando la sospensione del pagamento dell‘Imu di giugno e dell‘aumento dell‘Iva di luglio.

Il vice ministro all‘Economia del Pd Stefano Fassina ha ribadito anche domenica che Roma dovrebbe ottenere due anni in più di deficit sopra la soglia del 3% del Pil.

Ma il neo ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni, ex braccio destro di Draghi alla Banca d‘Italia, ha detto che il limite del 3% “è invalicabile” e che parlare di un rinvio degli obiettivi di bilancio potrebbe mettere a rischio la chiusura della procedura per deficit eccessivo nei confronti dell‘Italia.

Oggi Saccomanni ha annunciato un decreto a breve non solo per la sospensione dell‘Imu ma anche per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e “alcune misure a sostegno dell‘occupazione giovanile” che in Italia ha raggiunto in marzo il 38,4%.[ID:nL6N0DN259][ID:nR1N0AJ01J]

SERVE PIU’ EQUA DISTRIBUZIONE REDDITO

Draghi è sembrato condividere l‘attenzione del governo Letta per il tasso di disoccupazione dei giovani osservando che questo “in alcuni Paesi europei ha raggiunto livelli che incrinano la fiducia in dignitose prospettive di vita e che rischiano di innescare forme di protesta estreme e distruttive”.

Mentre Saccomanni ha ricordato che recentemente il Consiglio Ue ha approvato ‘la garanzia per i giovani’ che dal 2014 permetterà di mettere in campo un‘azione congiunta nazionale ed europea per il sostegno all‘occupazione, per Draghi “saranno necessarie riforme che riducano ulteriormente le barriere allo sviluppo di un singolo mercato europeo del lavoro”.

“In una prospettiva che non può essere lontana, le virtù nazionali - pur indispensabili per rafforzare la solidarietà tra gli Stati membri lungo il cammino - sono condizione necessaria ma non sufficiente a rendere l‘Europa un traguardo sentito come proprio da tutti i suoi cittadini”.

Draghi ha sottolineato anche un‘altra dimensione della sostenibilità della crescita: quella della distribuzione del reddito.

“Una più equa partecipazione ai frutti della produzione della ricchezza nazionale contribuisce a diffondere la cultura del risparmio e dunque, della compartecipazione. Sentirsi parte integrante della nazione e cointeressati alle sue sorti economiche aumenta la coesione sociale e incentiva comportamenti economici individuali che conducono, nell‘aggregato, al successo economico della collettività”, ha detto.

Giovedì scorso la Bce ha tagliato il tasso di interesse di riferimento al livello minimo di 0,5% per dare spinta all‘economia e Draghi oggi ha detto: “Siamo pronti ad agire di nuovo, se necessario”.

Ma anche i governi devono fare la loro parte.

“Efficaci potrebbero essere anche interventi nazionali, peraltro già collaudati in alcuni paesi, con la partecipazione di governi, banche pubbliche e agenzie di sviluppo”, ha detto Draghi.

(Giselda Vagnoni, James Mackenzie)

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