May 3, 2013 / 11:33 AM / 5 years ago

Ue più accomodante su deficit ma Italia sconta onere debito

BRUXELLES (Reuters) - Due anni in più a Francia e Spagna e l’offerta di una proroga di un anno a Olanda e Slovenia, in caso fosse necessario, ma nessuna concessione nel caso dell’Italia, soverchiata dall’onere del debito pubblico.

Sono queste e rispondono alle attese le aperture della Commissione europea in materia di deficit.

Le commenta con la stampa il responsabile agli Affari economici e monetari Olli Rehn che avverte Roma in toni molto simili a quelli usati soltanto ieri dall’Ocse: il disavanzo deve restare al di sotto della soglia chiave di 3% del Pil non soltanto quest’anno ma anche oltre.

E’ la condizione posta da Bruxelles per chiudere la procedura per deficit eccessivo, protocollo ‘Edp’ che rimarrà invece valido nel caso di Parigi e Madrid.

Alla riga ‘deficit’ le stime di primavera parlano del resto chiaro.

Le proiezioni su 2013 e 2014 danno un disavanzo a 2,9% poi 2,5% del Pil per l’Italia; 3,9% poi 4,2% per la Francia e addirittura 6,5% poi 7,0% per la Spagna.

Il quadro cambia però in materia piuttosto radicale passando alla riga ‘debito’.

Sempre per il biennio 2013/2014 l’indicazione è di 94,0% poi 96,2% per Parigi; 91,3% poi 96,8% per Madrid ma 131,4% poi 132,2% nel caso dell’Italia.

Di fronte a un’economia che langue, con la prospettiva di una recessione di 1,3% quest’anno dopo il bruciante -2,4% del 2012, il debito pubblico fa da vero e proprio macigno al Paese.

Per ridurne l’onere la ricetta proposta da Bruxelles è peraltro il consueto quanto teorico “rilancio” della crescita indicata dall’intera platea degli osservatori, Enrico Letta in testa.

A Bruxelles ieri per un incontro con Jose Manuel Barroso dopo quelli degli scorsi giorni con Angela Merkel e Francois Hollande, il nuovo presidente del consiglio aveva già assicurato i partner europei che l’Italia non avrebbe chiesto più tempo per raggiungere gli obiettivi di pareggio strutturale proprio in ragione del debito, ma si aspetta segnali positivi dal vertice di aprile “sulla disoccupazione giovanile”.

Un deficit stimato sotto il 3% nel 2013 - avverte stamattina Rehn - “facilita l’uscita dalla procedura di deficit eccessivo” per l’Italia “purché continui l’impegno per il consolidamento delle finanze pubbliche”.

Per l’abrogazione dell’Edp, continua, il disavanzo deve restare sotto il 3% “quest’anno e oltre”.

Il neo-responsabile all’Economia Fabrizio Saccomanni spiegava ieri che il limite di 3% per il deficit è invalicabile nel 2013 e negli anni successivi, definendo ‘controproducente’ per l’Italia chiedere uno slittamento degli obiettivi di correzione del disavanzo.

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