2 maggio 2013 / 12:33 / 4 anni fa

Bce lima tassi in linea attese, guarda a difficoltà Pmi

Bce taglia tasso di 25 punti base a 0,50%, tasso prestiti a 1,0%. REUTERS/Yves Herman

MILANO (Reuters) - Pienamente concretizzate le apettative degli analisti e dei mercati finanziari nella prevista limatura dei tassi di riferimento della zona euro.

Per facilitare l‘accesso al credito delle piccole e medie imprese, in molti paesi con l‘acqua alla gola nonostante la politica monetaria Bce accomodante, Francoforte ha avviato una serie di consultazioni con altre autorità europee nell‘intento di favorire il mercato delle cartolarizzazioni.

Ampiamente prezzata dopo il vistoso deterioramento di molti indicatori ciclici, che fotografano la stessa locomotiva tedesca arrancare, la sforbiciata da un quarto di punto porta il riferimento Bce al nuovo record negativo di 0,50%.

Ferma a zero la remunerazione per i depositi overnight, mentre il tasso sui prestiti marginali che l‘Eurotower mette a disposizione delle banche della zona euro subisce un taglio di mezzo punto a 1%.

Almeno fino all‘8 luglio 2014, garantisce Mario Draghi alla stampa al terrmine del consiglio mensile di politica monetaria, le operazioni di rifinanziamento settimanali verranno mantenute a tasso fisso e secondo lo schema ‘a rubinetto’, ovvero ad libitum.

Il verdetto sui tassi, spiega ancora il presidente, è stato adottato a maggioranza ma con “ampia convergenza” per un taglio di un quarto di punto.

Di più. L‘Eurotower resta tecnicamente pronta a portare i tassi in negativo, misura che avrebbe conseguenze indesiderabili che la banca centrale è comunque pronta se necessario ad affrontare.

“Per il tasso dei depositi, come abbiamo già detto, siamo tecnicamente pronti. [...] La nostra mentalità è aperta: guarderemo a tutti i dati e rimaniamo pronti a intervenire se necessario”, spiega Draghi.

Il semplice riferimento all‘eventualità di tassi negativi basta a far innescare la retromarcia al cambio, portando l‘euro a cedere quasi un punto percentuale fino a sotto 1,31 dollari.

Il quadro macro dipinto dal presidente appare del resto a tinte decisamente fosche.

“La debolezza dell‘economia reale e la dinamica decisamente moderata sul fronte monetario e creditizio motivano l‘intervento Bce”, aggiunge il presidente.

Pubblicati la scorsa settimana, i numeri Eurostat mettono in evidenza per la zona euro un nuovo record del tasso di disoccupazione a marzo (12,1%, 19 milioni di cittadini) e l‘inflazione di aprile al tasso annuo di 1,2%, record negativo da febbraio 2010 e ben lungi dall‘obiettivo Bce ‘inferiore ma prossimo a 2%'.

Francoforte resta peraltro fedele al mandato ormai dogmatico della stabilità dei prezzi.

“Non dobbiamo dimenticare come la crisi è iniziata... il progresso nel consolidamento dei conti pubblici non va sprecato”, risponde Draghi al cronista che gli chiede una battuta nel dibattito tra crescita e austerità. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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