2 maggio 2013 / 10:30 / 5 anni fa

Ocse prospetta manovra correttiva. Letta non risponde

di Giuseppe Fonte e Roberto Landucci

Italia, Ocse: nuova manovra per calo deficit 2013 e uscita da procedura Ue. REUTERS/Lee Jae-Won

ROMA (Reuters) - Il governo italiano dovrebbe fare una nuova manovra correttiva per mantenere il disavanzo al 2,9% del Pil nel 2013 e garantire la chiusura della procedura europea per deficit eccessivo (Edp), secondo l‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

“Se l‘Italia vuole ridurre il deficit eccessivo allora dovremo vedere altre misure”, ha detto il segretario generale dell‘Ocse, Angel Gurria, presentando a Roma l‘ultimo rapporto semestrale sull‘Italia, dal quale emerge un indebitamento al 3,3% del Pil quest‘anno.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, conferma il mantenimento degli obiettivi concordati con l‘Europa ma non risponde alla domanda se sarà necessaria una ulteriore correzione dei saldi dopo le tre manovre da 76 miliardi del 2011.

“Non abbiamo parlato di questo”, ha detto Letta nella conferenza stampa congiunta con Gurria.

Il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, si mostra più sicuro sulla tenuta del bilancio italiano e dice che “le stime dell‘Ocse non hanno molta rilevanza”.

“Le stime Ue inducono oggi la Commissione a ritenere possibile la chiusura della procedura per deficit eccessivo” nelle prossime settimane, ha garantito Saccomanni.

Il governo dovrebbe fare una manovra di oltre 16 miliardi se volesse finanziare le spese indifferibili come la cassa integrazione in deroga, dare copertura a tutti i provvedimenti “necessari nel breve periodo” annunciati lunedì in Parlamento e correggere il deficit di 0,4 punti, come indica l‘Ocse.

In ogni caso, Saccomanni assicura che il ministero dell‘Economia monitorerà costantemente il quadro di finanza pubblica “per tenere il deficit sotto il limite invalicabile del 3% nel 2013 e negli anni successivi”.

OCSE E TESORO CONCORDI: PRIORITA’ E’ RIDURRE TASSE SU LAVORO

Secondo Saccomanni, ottenere la chiusura della procedura è strategico perché così l‘Italia potrà “dedurre cofinanziamenti interni dei fondi strutturali” pari a 10-12 miliardi tra 2013 e 2015.

In più, una volta entrata nel braccio preventivo del Patto di stabilità l‘Italia potrà negoziare con Bruxelles un nuovo aumento del deficit nel 2014 per liquidare ulteriori tranche di debiti commerciali.

L‘Ocse non si limita a mettere in dubbio solo la tenuta dei saldi ma si mostra critico anche verso la possibilità che il governo, su pressione del Pdl di Silvio Berlusconi, possa esentare la prima casa dal versamento dell‘Imu.

“Se la priorità è la crescita, si devono fare scelte fiscali coerenti. L‘indicazione del governo Letta di ridurre l‘imposizione fiscale sul lavoro va in questa direzione. Altre scelte si potranno fare più tardi, garantendo le coperture”, ha detto il vice segretario dell‘organizzazione, Pier Carlo Padoan.

Non solo. L‘Ocse invita l‘Italia a continuare sulla strada della ‘svalutazione fiscale’ abbozzata da Mario Monti. Per aumentare le esportazioni e ridurre le importazioni, Roma dovrebbe diminuire le tasse su lavoro e imprese aumentando le imposte sui consumi, le imposte sulle proprietà immobiliari e tassando le emissioni di gas da effetto serra.

Anche Saccomanni mette al primo posto la “riduzione della pressione fiscale sul lavoro” e, in seconda battuta, “il superamento della tassazione sulla prima casa”.

Il ministro ha quindi invitato il Parlamento ad approvare il Documento di economia e finanza (Def) “a saldi invariati”.

“Sarà mio interesse presentare una nota aggiuntiva in tempi veramente brevi, in modo che possa essere compatibile con il completamento della procedura europea”, ha detto Saccomanni allundendo a un‘integrazione del Programma di stabilità e del Piano nazionale di riforma.

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