April 27, 2013 / 4:28 PM / 6 years ago

Letta accetta guida governo, Saccomanni all'Economia

ROMA (Reuters) - Enrico Letta ha sciolto oggi al Quirinale la riserva e ha accettato di formare il 62esimo governo della Repubblica italiana, affiancato nel ruolo di vicepremier dal delfino di Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, suo avversario alle elezioni politiche di due mesi fa.

Il premier incaricato Enrico Letta stringe la mano al capo dello Stato Giorgio Napolitano, dopo aver sciolto la riserva e presentato la lista dei ministri che faranno parte del suo governo. REUTERS/Alessandro Bianchi

Introducendo la lista dei ministri, Letta, 46enne vicesegretario del Pd, ha espresso “sobria soddisfazione” per una squadra targata per lo più Pd-Pdl-Scelta civica, “con un record di presenza femminile e una compagine ringiovanita”, ma con tre dicasteri chiave affidati a tecnici: l’Economia al direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, la Giustizia al prefetto ed ex ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il Lavoro e Politiche sociali al presidente dell’Istat Enrico Giovannini.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenuto nella sala stampa del Quirinale dopo Letta, ha sottolineato che questo governo nasce dall’intesa tra i principali partiti - dopo l’impasse del risultato elettorale - e si è detto convinto che lo sosterranno con vigore.

“E’ un governo politico formato nella cornice della nostra democrazia parlamentare”, ha detto il capo dello Stato.

Domani alle 11.30 si svolgerà nel Salone delle feste del Quirinale la cerimonia del giuramento dei componenti del governo.

Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, oltre che vicepremier sarà anche ministro dell’Interno. Sorpresa agli Esteri, dove è stata scelta fuori dal mazzo della futura maggioranza l’ex commissario Ue Emma Bonino, radicale e non più parlamentare.

Un terzo del consiglio dei ministri sarà composto da donne (7 su 21). Quanto al colore politico, 9 sono del Pd, 5 del Pdl, 3 di Scelta civica e 3 i tecnici. Più Bonino, naturalmente.

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarà Filippo Patroni Griffi.

Gli altri ministri con portafoglio sono: Mario Mauro (Scelta civica) alla Difesa; Flavio Zanonato (sindaco Pd di Padova) allo Sviluppo economico; Maurizio Lupi (Pdl) a Infrastrutture e Trasporti; Nunzia De Girolamo (Pdl) alle Politiche agricole; Maria Chiara Carrozza (Pd) all’Istruzione, Università e Ricerca; Beatrice Lorenzin (Pdl) alla Sanità; Andrea Orlando (Pd) all’Ambiente; Massimo Bray (Pd) ai Beni culturali e Turismo.

Ministri senza portafoglio sono: Dario Franceschini (Pd) ai Rapporti con il Parlamento; Gaetano Quagliariello (Pdl) alle Riforme costituzionali; Enzo Moavero Milanesi (Scelta civica) agli Affari europei; Graziano Delrio (Pd) agli Affari regionali; Gianpiero D’Alia (Scelta civica) alla Pubblica amministrazione; Carlo Trigilia (Pd) alla Coesione territoriale; Josefa Idem (Pd e, soprattutto, campionessa olimpionica) alle Pari Opportunità, Sport, Politiche giovanili; Cecile Kyenge (Pd) all’Integrazione.

BERSANI: “A LETTA VADA IL SOSTEGNO DI TUTTO IL PD”

La formazione del governo - alcuni osservatori rilevano che nella sua composizione sinistra-destra non ha precedenti dal 1947 - è stata preceduta da tre giornate di consultazioni tra Letta, le forze politiche e il Quirinale. Ancora questa mattina Letta aveva avuto un lungo incontro con Silvio Berlusconi e prima che annunciasse il travagliato parto ai media è stato a colloquio per oltre due ore con Napolitano.

Questo governo dovrà provare a mettere fine alla più lunga recessione economica dal dopoguerra, trovando un compromesso tra le misure invocate dai diversi schieramenti, a cominciare dall’abolizione dell’Imu e la restituzione della quota pagata nel 2012 che è stata la bandiera elettorale del Pdl.

Tra i primissimi commenti, quello del segretario dimissionario del Pd Pier Luigi Bersani. In anticipo sulle voci di dissenso interno verso il “governo politico” con gli avversari del Pdl, ha detto che “Letta merita il sostegno di tutto il Pd”.

“Pur in condizioni non semplici e con l’esigenza di un compromesso, questo governo ha freschezza e solidità. Saprà affrontare le difficoltà e le sfide che il Paese ha di fronte”, ha detto Bersani in una nota.

Berlusconi, invece, nel suo primo commento, rivendica l’apporto costruttivo del Pdl alla formazione dell’esecutivo di Letta.

“Abbiamo trattato per la formazione del governo senza porre alcun paletto [...] abbiamo contribuito a fare un governo in poco tempo”, ha detto al Tg5.

(Roberto Landucci, Antonella Cinelli)

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