24 aprile 2013 / 11:49 / tra 5 anni

Gioielli, Kering acquisisce maggioranza Pomellato

MILANO (Reuters) - Il gruppo del lusso francese Ppr, che prenderà il nome Kering dal 18 giugno prossimo, ha raggiunto un accordo con Ra.Mo per l‘acquisizione della maggioranza di Pomellato.

E’ quanto si legge in un comunicato congiunto di Kering e Pomellato.

Andrea Morante resterà amministratore delegato della società italiana.

La transazione sarà finalizzata nelle prossime settimane. Nel corso di una conference call di presentazione dell‘operazione, Jean-Marc Duplaix, direttore finanziario di Kering, ha parlato di closing “probabilmente durante l‘estate”.

Pomellato ha chiuso il 2012 con un fatturato di 146 milioni di euro. L‘anno scorso l‘Ebitda si è attestato a 21,8 milioni.

Kering non ha comunicato la valutazione sulla base della quale è avvenuta la transazione. Secondo quanto detto da una fonte oltre un mese fa, Pomellato è stata valutata circa 350 milioni di euro.

Duplaix si è limitato a parlare di “prezzo in linea con i multipli del settore”.

Kering non ha fornito dettagli neanche sulla strutturazione della transazione. “Abbiamo comprato la maggioranza”, ha spiegato il Cfo di Kering. “Morante e la famiglia Rabolini (Pino ha fondato Pomellato nel 1967) restano azionisti. Anche la famiglia Damiani, che non è stata coinvolta nella trattativa, resta azionista”.

L‘azionariato di Pomellato, prima del passaggio della maggioranza a Kering, vedeva Ra.Mo al 79% e la famiglia Damiani, attraverso la holding Sparkling, al 18%.

La famiglia Damiani, come anticipato da una fonte l‘11 marzo scorso [ID:nL6N0C3DQH], resterà nel capitale di Pomellato. “Non è una priorità trattare con la famiglia Damiani, al momento”, ha affermato Duplaix.

CRESCITA ALL‘ESTERO, FOCUS SU USA E ASIA

L‘azienda italiana ha in portafoglio i marchi Pomellato e Dodo, una rete di distribuzione che comprende 86 negozi monomarca, di cui 45 Pomellato e 41 Dodo, e oltre a 600 punti vendita nel mondo.

“I negozi monomarca”, ha spiegato Morante nel corso della conference call, “sono in maggioranza in Europa (75% circa). Il resto è in Usa (10-12%), Medio Oriente e Asia (Cina, Giappone e Sud-Est asiatico)”.

Attualmente, il 43% delle vendite è generato in Italia, ma, negli ultimi anni, è cresciuto il peso dell‘estero. E l‘integrazione con Kering accelererà il processo di espansione, in particolare in Usa e Asia.

Scomponendo i brand, due terzi delle vendite è generato da Pomellato, la parte restante da Dodo.

Duplaix ha molto insistito sulla complementarietà di Pomellato e sull‘autonomia di cui godrà il management guidato da Morante. “Kering preserverà l‘identità di Pomellato”, ha detto il Cfo.

Parlando con Reuters dopo la conference call, Morante ha raccontato che “Pino Rabolini ha trovato con François-Henri Pinault una grande sintonia”.

E, in tema di autonomia, l‘AD di Pomellato ha spiegato che “hanno capito che il successo di Kering nasce dal fatto che la ricchezza dei marchi dà ricchezza a loro”, citando l‘esempio di Bottega Veneta. Nessun timore di perdere l‘identità, insomma, entrando a far parte di un colosso che fattura 9,7 miliardi di euro.

Morante, infine, ha sottolineato che il compratore “è europeo, non cinese”. I francesi hanno capito che “il gioco è globale” e che “l‘autonomia è fondamentale”, mentre spesso “chi fa impresa in Italia ha una formazione padronale”.

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