April 23, 2013 / 2:43 PM / 5 years ago

Bankitalia: nuovo governo rispetti tetto 3% deficit/Pil

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - L’indebitamento del 2013 non deve superare il 3% del Pil se l’Italia vuole salvaguardare l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo.

Lo sottolinea la Banca d’Italia invitando il nuovo governo, sul quale sono in corso le consultazioni al Quirinale, anche a “dissipare le incertezze sulla stabilità del gettito” Imu a partire dal 2015.

Daniele Franco, direttore centrale per la ricerca economica di Via Nazionale, dice che la profondità della recessione “richiede un’azione di politica economica ampia e organica”, capace di coniugare “l’equilibrio dei conti pubblici e le riforme volte ad aumentare il potenziale di crescita” con il “sostegno al sistema produttivo e alle fasce più deboli”.

“L’incertezza sul quadro interno, oltre a ritardare l’attuazione delle misure già decise, potrebbe influire negativamente sullo stato della fiducia, sul costo del debito pubblico e sulla convenienza delle imprese a investire”, aggiunge Franco nel corso di un’audizione in Parlamento sul Documento di economia e finanza (Def).

Secondo Bankitalia, occorre rafforzare la spending review oltre che ridurre e redistribuire il carico fiscale.

“Le indicazioni incluse nella Relazione del gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea rappresentano un importante punto di riferimento”, prosegue Franco riferendosi ai cosiddetti saggi.

SCELTE RAPIDE SU SPESE INDIFFERIBILI E IVA

Per non alimentare incertezze, Bankitalia chiede di decidere “presto” se rifinanziare le spese indifferibili del 2013 e sterilizzare l’Iva.

“Qualsiasi cosa si decida occorre deciderla presto. Prima si decide più facile è trovare le compensazioni più opportune”, ha detto Franco.

Secondo il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, il nuovo governo dovrà fare una manovra da almeno 7-8 miliardi se vorrà rifinanziare a saldi invariati la cassa integrazione in deroga, i contratti a termine nelle pubbliche amministrazioni, la detrazione al 55% sui lavori di riqualificazione edilizia, le missioni internazionali e i contratti di servizio con FS, Anas e Poste.

Fassina ricomprende nella stima anche le risorse necessarie per evitare che l’aliquota ordinaria Iva, oggi pari al 21%, aumenti di un punto percentuale dal prossimo luglio. Solo questo intervento richiede “ulteriori due miliardi” secondo Franco.

Il dirigente di Via Nazionale esprime perplessità e sollecita cautela verso qualsiasi decisione di peggiorare i saldi di finanza pubblica con un disavanzo programmatico indicato dal Tesoro al 2,9% del Pil quest’anno.

“Se questi miliardi venissero aggiunti al disavanzo si andrebbe ampiamente al di sopra del 3%”.

“Qualsiasi decisione sui saldi va vista anche alla luce delle reazioni che queste decisioni potranno avere sui mercati finanziari. Sarei cauto nell’accrescere il disavanzo”, ha aggiunto Franco.

MANOVRA FINO A 1% PIL NEL TRIENNIO 2015-2017 ANCHE CON IMU

Secondo Bankitalia, “genera incertezza sullo stato dei conti pubblici” il fatto che nel 2015 verrà a scadere una buona parte dell’imposizione sugli immobili decisa a fine 2011 dal governo di Mario Monti.

Anche confermando il gettito Imu, il mantenimento del pareggio di bilancio strutturale richiederà interventi correttivi pari a circa 0,6 punti di Pil nel triennio 2015-2017, stima il ministero dell’Economia.

Ulteriori risorse, quantificate dal Def in 0,4 punti, sarebbero necessarie per rifinanziare numerosi programmi di spesa adottati negli anni precedenti o frutto di prassi consolidate.

Se i governi futuri volessero confermare tutte queste voci di bilancio, “l’entità della manovra cumulata sul triennio sarebbe dell’ordine di circa un punto percentuale, anziché lo 0,6 stimato sulla base della legislazione vigente”, ricorda Bankitalia.

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