17 aprile 2013 / 13:14 / tra 5 anni

Banche, Boi: nuove sofferenze da imprese fine 2012 ai massimi da 20 anni

ROMA (Reuters) - Nell‘ultimo trimestre del 2012 la percentuale di nuovi ingressi in sofferenza dei prestiti fatti dalle banche alle imprese ha toccato il 4% arrivando nelle vicinanze del massimo toccato nel corso della recessione del 1993.

Lo scrive la Banca d‘Italia nel Bollettino economico aggiungendo che le stime per il primo trimestre del 2013 confermano questo trend negativo, mentre è migliore l‘andamento del credito alle famiglie dove il tasso di ingresso in sofferenza “si è invece mantenuto su valori più moderati (1,4%)”.

“Il tasso di ingresso in sofferenza dei finanziamenti alle imprese è salito al 4%, avvicinandosi ai valori massimi registrati durante la recessione del 1993. Informazioni preliminari indicano che il deterioramento della qualità del credito alle imprese sarebbe rimasto elevato anche nel primo trimestre dell‘anno in corso”, si legge nella sezione del Bollettino dedicata alle banche.

Secondo la Banca d‘Italia questi andamenti così negativi hanno ridotto il potenziale beneficio, per banche e imprese, del calo degli spread e dei tassi di riferimento e ridotto la possibilità delle banche di offrire credito.

RIGIDITÀ’ D‘OFFERTA

Negli ultimi mesi, scrive la Boi, le condizioni del credito sono rimaste tese, “sia nell‘area dell‘euro nel suo complesso sia, in misura più accentuata, in Italia: i prestiti alle società non finanziarie nel nostro paese si sono ridotti, anche se a un ritmo in attenuazione”.

La ragione, si legge ancora nel Bollettino, non è solo riconducibile alla scarsa domanda di credito delle imprese che non vedono occasioni di investimento e quindi non chiedono prestiti. Vi contribuiscono anche “condizioni di offerta ancora restrittive legate soprattutto all‘effetto della congiuntura economica sui bilanci bancari e sul merito creditizio dei prenditori, nonché l‘incertezza sulle condizioni future di raccolta da parte degli intermediari”.

Il fattore più rilevante è la svalutazione del merito di credito delle imprese: si stima, dice via Nazionale, “che l‘andamento del costo dei prestiti a breve termine alle imprese nel quarto trimestre dell‘anno scorso sia stato fortemente influenzato dal flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti, che avrebbe pressoché annullato l‘effetto favorevole esercitato dal calo dello spread e della riduzione dei tassi ufficiali decisa lo scorso luglio dalla Bce”.

In buona sostanza i maggiori costi dovuti all‘aumento delle sofferenze hanno reso più rigida l‘offerta da parte del sistema bancario.

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