16 aprile 2013 / 07:34 / 5 anni fa

Mps, sequestro da 1,8 mld a Nomura, congelato Alexandria

di Stefano Bernabei

L'ingresso del Monte dei Paschi nella sede storica a Siena. REUTERS/Stefano Rellandini

SIENA/ROMA/MILANO (Reuters) - La procura di Siena ha disposto sequestri per oltre 1,8 miliardi a carico di Nomura, degli ex vertici della banca senese e dell‘ex capo della finanza Gian Luca Baldassarri e ha sequestrato i contratti relativi all‘operazione di ristrutturazione di Alexandria che quindi sono congelati.

La notizia, di fonte giudiziaria, ha spinto al rialzo le azioni della banca senese, che alle 12,00 guadagnavano oltre 3,7% a 0,1983 euro, mentre alle 17,20 segnavano +1,88.

“C‘è una minima probabilità che rientri una parte di questi soldi”, ha detto un trader commentando il rialzo del titolo.

Nel pomeriggio la banca giapponese ha diffuso un comunicato in cui ha detto di essere a conoscenza delle dichiarazioni dei magistrati senesi, ma di non aver subito “nessun sequestro di asset” e di voler assumere tutte le iniziative appropriate per difendersi dalle accuse della procura.

Stamani finanzieri e rappresentanti della Procura di Siena sono stati in Banca d‘Italia con cui collaborano da oltre un anno nell‘inchiesta sull‘acquisizione da oltre 10 miliardi di Banca Antonveneta.

Una nota della Procura ha spiegato che i fatti oggetto dell‘indagine sono relativi alla ristrutturazione del veicolo Alexandria detenuto da Banca Mps e alla “connessa operazione di finanziamento da parte di Nomura a favore della stessa Banca Mps per l‘acquisto di Btp dello Stato italiano per un importo di 3,05 miliardi di euro”.

“La presenza dei magistrati e della Gdf in Bankitalia oggi è per questioni tecniche, in quanto è necessario l‘ausilio di Banca d‘Italia per eseguire un sequestro a carico di una banca straniera che opera in Italia”, ha spiegato una fonte giudiziaria.

Nella nota che ha dato conto dell‘azione di sequestro preventivo - eseguito a Siena, Roma, Milano, Bologna e Catanzaro - la procura di Siena ipotizza i reati di usura aggravata e truffa aggravata ai danni della banca Mps.

Fonti giudiziarie spiegano che i magistrati contestano anche l‘usura in concreto, che si realizza quando il denaro viene prestato non oltre il tasso-soglia previsto dalla legge ma c‘è una sproporzione nel rapporto con il soggetto passivo, in questo caso Mps che era in una situazione di difficoltà per l‘acquisto di Antonveneta.

Trattandosi di una banca straniera, precisano le fonti, le modalità di esecuzione del sequestro sono piuttosto complesse e lunghe. I magistrati ritengono di depositare gli atti dell‘operazione entro domani, e da allora il gip avrà dieci giorni per convalidare o meno la misura.

Nel pomeriggio i magistrati si sono spostati a San Marino per continuare l‘attività istruttoria.

L‘ex presidente Giuseppe Mussari e l‘ex direttore generale Antonio Vigni sono stati oggetto di sequestri rispettivamente per 2,3 milioni e 9,9 milioni. A Baldassarri sono state sequestrare somme per 2,2 milioni.

Gli 1,8 miliardi sequestrati a Nomura sono per 88 milioni di commissioni occulte, 1,7 miliardi di euro depositati da Mps in favore di Nomura a titolo di garanzia sul finanziamento ricevuto, secondo la nota della Procura.

Banca Mps non hanno commentato. Non è stato possibile avere un commento da Vigni e Baldassarri.

In serata gli avvocati di Mussari hanno precisato in una nota che il sequestro che ha colpito il loro cliente “riguarda somme di denaro da sempre rimaste depositate presso banca Mps”, e che “il vantaggio che avrebbe tratto Mussari dai reati contestati dalla Procura è stato individuato esclusivamente negli emolumenti di carica lordi percepiti fra 2009 e 2012. Tanto è vero che il sequestro è commisurato esclusivamente su tali importi. Su altri aspetti per ora non si intende commentare”.

SEQUESTRATI CONTRATTI ALEXANDRIA, ORA SONO CONGELATI

I magistrati hanno anche disposto e fatto eseguire il sequestro “di tutti i contratti in essere tra Banca Mps e Nomura relativi alla cosiddetta operazione Alexandria”.

Il nuovo management della banca ha detto di aver scoperto solo lo scorso ottobre dell‘esistenza di un accordo (mandate agreement) con Nomura per collegare la ristrutturazione del prodotto strutturato Alexandria a una operazione di finanziamento con la banca giapponese per oltre 3 miliardi di Btp in repo al 2034. La Banca ha avviato il primo marzo scorso una azione di responsabilità e risarcitoria verso il precedente management e verso Nomura e Deutsche Bank per le operazioni fatte su i prodotti Alexandria (con Nomura) e Santorini (con la banca tedesca).

Secondo una fonte giudiziaria il sequestro odierno determina il congelamento di questi contratti.

“Il sequestro interrompe l‘esecutività dei contratti che quindi cessano di avere efficacia”, ha detto la fonte.

“I contratti vengono congelati, quindi incassi e pagamenti sono sospesi” fino a quando non si pronuncerà il giudice sull‘iniziativa della Procura.

La nota della Procura spiega che il sequestro è disposto “a fini impeditivi e a fini di confisca per equivalente”.

In relazione a questi fatti citati nella nota di oggi della procura, “Mussari, Vigni e Baldassarri, unitamente ai dirigenti pro tempore di Nomura Sadeq Sayeed e Raffaele Ricci, sono altresì indagati per i reati di ostacolo aggravato all‘esercizio delle funzioni delle pubbliche autorità di vigilanza, infedeltà patrimoniale aggravata e false comunicazioni sociali aggravate in concorso tra loro”.

Sayeed nel pomeriggio ha detto di non essere a conoscenza dei provvedimenti della procura di Siena, ma di “respingere con vigore tutte le accuse”.

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