5 aprile 2013 / 15:38 / 5 anni fa

Btp chiudono in rialzo su acquisti da Giappone, spread scende a 315 pb

MILANO (Reuters) - Seduta decisamente positiva per i Btp, grazie soprattutto agli investitori orientali che abbandonano i bond giapponesi alla ricerca di rendimenti più elevati, dopo il via da parte della Banca del Giappone ad una nuova fase di massiccia espansione monetaria.

I dati deludenti del primo pomeriggio sul mercato del lavoro Usa hanno risollevato una carta tedesca fino a quel momento debole ma non hanno raffreddato gli acquisti sui bond periferici o ‘semi-core’, che chiudono la seduta sui massimi, con uno spread Italia-Germnaia che rivede quota 315 base, minimo dal 25 marzo scorso.

“Viva il Giappone, si stanno vendendo yen a mani basse e i soldi, come ci ha insegnato la vicenda di Cipro, meglio non lasciarli in banca” commenta il trader di una delle maggiori banche italiane. “Dunque qualcosa con questi soldi bisogna comprare, qualcosa che abbia senso: Germania solo marginalmente, poi soprattutto Francia e anche Italia e Spagna”.

La stessa Bce nel meeting di ieri ha fatto passare una linea sostanzialmente accomodante, dicendosi pronta ad intervenire a sostengo dell‘economia e rafforzando la prospettiva di rendimenti tendenti a zero oltre che sulla carta giapponese anche su quella tedesca.

In attesa delle ultime novità sul fronte politico interno, con la riunione in corso dei gruppi parlamentari del M5s, lo spread tra Btp e Bund decennali termina la seduta appena sopra i minimi di giornata, in area 317 punti base (rispetto ai 332 di ieri pomeriggio), dopo una puntata verso l‘altro a quota 331 a seguito della pubblicazione dei dati occupazionali Usa.

ACQUISTI SU LUNGO, CURVA IN ‘AMPIO’ FLATTENING

Parallelamente il rendimento sul dieci anni italiano ha viaggiato abbondantemente sotto quota 4,50%, scivolando nel finale fino al 4,37%, sui minimi da prima delle elezioni politiche di febbraio.

“La curva si appiattisce ovunque in maniera molto ampia, anche perché comprare il lungo è il modo più veloce per dare duration ad una posizione che si vuole costruire” prosegue il trader.

Gli acquisti sulla carta europea hanno premiato oggi soprattutto le scadenze 10 e 30 anni, alla luce anche dell‘intenzione della Banca del Giappone di raddoppiare il proprio portafoglio di governativi nazionali a lungo termine.

“L‘estensione del rally e il modo inusuale con cui il 30 anni ha tenuto il movimento è assai indicativo dei flussi che hanno guidato il mercato” spiega lo strategist di Nomura Andy Chaytor. “Normalmente non si vedono movimenti di questo tipo”.

Nel corso della seduta hanno toccato nuovi minimi storici i rendimenti sui titoli di Stato decennali austriaci, belgi e francesi, mentre il tasso sul 10 anni spagnolo ha terminato la seduta al 4,77%, in calo di circa 17 centesimi.

APPETITO PER RENDIMENTI POSITIVO PER ASTE ITALIANE

Tale contesto dovrebbe peraltro fornire un elemento di supporto per l‘imminente tornata d‘aste italiane: oggi a mercati chiusi, intanto, arriveranno le prime comunicazioni relative ai collocamenti di metà aprile, in particolare quella relativa all‘asta Bot di mercoledì 10. Secondo le stime di Intesa Sanpaolo l‘offerta sarà di 8,5 miliardi di euro di buoni a 12 mesi, a fronte degli 8,8 in scadenza.

“In assenza di notizie negativa dall‘Italia le aste della prossima settimana dovrebbero andare bene, il mercato si sta focalizzando sulla ricerca di rendimenti più elevati” spiega lo strategist di Rbc Capital Markets Norbert Aul.

Giovedì prossimo sono invece in agenda le aste a medio lungo termine, i cui dettagli verranno comunicati lunedì.

Ieri una fonte del Tesoro ha spiegato a Reuters che gli attesi pagamenti degli arretrati della pubblica amministrazione avranno un impatto sul funding - anche se non di pari importo ai 40 miliardi da sbloccare - senza però modificare le attuali strategie di gestione del debito pubblico.

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