April 4, 2013 / 4:53 PM / 6 years ago

Fiat, fonti: Marchionne rischia ammenda per violazione Statuto lavoratori

NAPOLI (Reuters) - L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne rischia sanzioni pecuniarie per la violazione di norme contenute nello Statuto dei lavoratori nell’indagine dei magistrati della Procura di Nola che venerdì hanno notificato al manager un avviso di conclusione indagini.

L'AD di Fiat, Sergio Marchionne, durante un intervento in occasione di una visita all'impianto di Melfi. REUTERS/Ciro De Luca

Fonti giudiziarie spiegano, infatti, che per i reati contravvenzionali, anche se può essere prevista una pena detentiva questa di norma è convertita in una pena pecuniaria.

Nella stessa posizione si trova anche Sebastiano Garofalo, Ad di Fabbrica Italia Pomigliano.

Fiat non commenta dopo che venerdì scorso ha espresso “sconcerto” per la conclusione delle indagini sul presunto mancato riconoscimento in Fabbrica Italia Pomigliano dei diritti sindacali alla Fiom e sulla presunta discriminazione degli iscritti dello stesso sindacato.

Il procuratore di Nola Paolo Mancuso e il pm Cristina Curatoli hanno fondato l’inchiesta su due pronunciamenti giudiziari: un’ordinanza del giudice di Torino che obbligava la Fiat ad applicare ai lavoratori iscritti alla Fiom i diritti sindacali, e un giudizio del tribunale di Roma che obbligava l’azienda all’assunzione dei lavoratori iscritti alla Fiom in Fabbrica Italia Pomigliano.

Secondo i magistrati, Marchionne e Garofalo avrebbero disatteso i due giudizi, discriminando per motivi di affiliazione sindacale gli iscritti alla Fiom non inserendoli tra i 2.136 operai da assumere in Fabbrica Italia Pomigliano e “esplicitando il rifiuto di prendere atto della nomina, da parte della Fiom, della rappresentanza sindacale presso la Fabbrica Italia Pomigliano estromettendone così ogni rappresentanza dall’azienda, in violazione conclamata di quanto imposto”, si legge nell’avviso di conclusione delle indagini.

In calce al provvedimento si legge “in Pomigliano D’Arco, dal 2 febbraio 2011, condotte in atto”, a indicare che Fiat tutt’ora starebbe perseverando nella condotta contraria alle norme dello Statuto dei lavoratori.

Di fatto quest’ultima osservazione, proseguono le fonti giudiziarie, sarebbe riferibile alla prima delle due contravvenzioni, mentre per quanto riguarda la seconda, la Fiat avrebbe cominciato a fare una serie di passi indietro anche se gli inquirenti stanno valutando le condotte dell’azienda in relazione all’applicazione delle misure di cassa integrazione per gli operai iscritti alla Fiom.

I difensori di Marchionne e Garofalo hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie o chiedere un interrogatorio. I magistrati della procura di Nola, valutati gli atti prodotti dalla difesa, decideranno se chiedere per i due manager il rinvio a giudizio al gup, che dovrà fissare quindi una udienza preliminare.

In caso di rinvio a giudizio gli operai della Fiom avranno la possibilità di costituirsi parte civile. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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