26 marzo 2013 / 13:42 / tra 5 anni

Fmi, banche Italia in grado assorbire shock grazie a buffers, Bce

di Giselda Vagnoni e Stefano Bernabei

Fmi sostanzialmente positivo su banche Italia EUROZONE-LATVIA/PROSPECTS REUTERS/Ints Kalnins

ROMA (Reuters) - Il risultato preliminare degli stress test compiuti dal Fondo monetario internazionale (Fmi) sulle banche italiane mostra che il sistema è in grado di assorbire shock concentrati nel tempo assieme a una bassa crescita grazie alla solidità patrimoniale e al supporto di liquidità della Banca centrale europea.

E’ quanto si legge in una nota di sintesi pubblicata dal Fondo al termine della missione in Italia per valutare la stabilità finanziaria del Paese nell‘ambito del cosiddetto Financial Sector Assessment Program (Fsap).

“Al momento il sistema bancario italiano nel suo complesso appare ben capitalizzato. I buffer di capitale costituiti negli ultimi anni bilancerebbero la maggior parte delle perdite generate da uno scenario macroeconomico avverso”, dice il Fondo.

Gli esperti di Washington riconoscono che il sistema finanziario nazionale “ha mostrato forte resistenza alle crisi europee e alla recessione interna” ma avvertono che “non è immune da rischi”: in primo luogo “la debolezza dell‘economia reale e i legami tra settore finanziario e debito sovrano”.

La recessione si è riflessa in una bassa redditività e in un deterioramento della qualità dei crediti. Anche se paragoni con altri Paesi sarebbero fuorvianti dal momento che le regole sulla classificazione dei crediti in Italia sono più severe che altrove il livello di copertura delle sofferenze attraverso accantonamenti e collaterali è diminuito.

“Ma un programma di ispezioni della Banca d‘Italia punta a invertire questo trend”, sottolinea il Fondo per il quale “in Italia la forte vigilanza sul settore finanziario rappresenta un pilastro della stabilità”.

L‘organo di vigilanza dovrebbe avere il potere di imporre sanzioni non solo alle persone fisiche ma anche a quelle guridiche e di rimuovere amministratori e manager.

Se ritornare a crescere resta la precondizione della stabilità finanziaria, “azioni mirate come maggiori accantonamenti e lo sviluppo di un mercato per la vendita degli asset deteriorati”, rafforzerebbero ulteriormente il sistema di difesa delle banche italiane.

Per il Fmi le Fondazioni bancarie richiedono una vigilanza più stringente. L‘attuale normativa dovrebbe essere rivista per garantire “maggiore trasparenza, una migliore governance, una solida gestione finanziaria e incoraggiare la diversificazione degli investimenti”.

A ora di pranzo due fonti vicine alla vicenda avevano anticipato a Reuters che il Fondo avrebbe espresso oggi un giudizio “sostanzialmente positivo” sul sistema bancario italiano anche se “le premesse non erano queste”.

BORSA TORNA IN NEGATIVO DOPO INIZIALE RECUPERO

Dopo la pubblicazione della notizia Piazza Affari ha azzerato le perdite per poi tornare in territorio negativo in una seduta nervosa per l‘incertezza del quadro politico italiano a un mese dalle elezioni.

In chiusura l‘indice Ftse Mib segna -0,95%, e l‘Allshare -0,94%.

Anche Unicredit e Intesa Sanpaolo dopo aver recuperato oltre metà delle perdite iniziali (-3%) hanno chiuso entrambe negative a -2%.

Lo spread, che sulla notizia era migliorato fino a 318 da 325, ha chiuso a 326.

Una prima visita del Fondo si è tenuta a gennaio, la seconda a marzo. La missione del Fmi è stata accompagnata dall‘iniziativa della Banca d‘Italia che ha monitorato la qualità degli attivi e delle sofferenze delle banche con l‘obiettivo di rafforzare i presidi sui rischi.

A metà marzo Bankitalia ha dettato la linea alle banche in vista della redazione dei bilanci, invitandole ad adeguare le rettifiche sul valore dei crediti a una crisi economica più dura del previsto e a non pagare dividendi e bonus se in rosso o sotto il target di Tier 1. [ID:nL6N0C65KD]

Fra fine 2007 e il settembre 2012 l‘incidenza media sui crediti del complesso delle attività finanziarie deteriorate (esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, esposizioni ristrutturate, incagli, sofferenze), è passato, per l‘insieme delle banche domestiche, dal 4,5 al 12,2%.

Il deterioramento si è accompagnato ad un graduale rafforzamento delle garanzie acquisite a tutela del credito concesso: la percentuale di esposizioni deteriorate coperte da garanzie è passata, nello stesso periodo, dal 42,3% al 50,6%.

Il tasso di copertura dei crediti anomali - dato dal rapporto tra il complesso delle rettifiche di valore effettuate sui crediti e i crediti lordi erogati - è passato per l‘intero sistema dal 45,9% al 37,9%.

Con riferimento alle sole sofferenze, che costituiscono la componente sulla quale le aspettative di recupero sono minori, il coverage ratio a settembre 2012 era pari al 54,1%, anch‘esso in significativa flessione dal 62,4% registrato a fine 2007.

Il Fsap è ormai obbligatorio per 25 Paesi le cui banche hanno rilevanza sistemica.

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