25 marzo 2013 / 08:29 / 5 anni fa

Borsa Milano chiude a -2,5% su voci downgrade, parole Dijsselbloem

Borsa Milano cancella rialzo, peggio di Europa su banche deboli. REUTERS/Alessandro Garofalo

MILANO (Reuters) - Pomeriggio nero a Piazza Affari che chiude in netto calo, poco sopra i minimi di seduta sulla scia di voci, prive tuttavia di alcun riscontro, di un prossimo downgrade sull‘Italia dell‘agenzia di rating Moody’s e su alcune dichiarazioni dell‘Eurogruppo che valuta la soluzione cipriota applicabile anche ad altri paesi dell‘eurozona.

Sul fronte macro, si allarga il differenziale Italia/Germania, in chiusura su 326 punti base, 22 in più dei minimi intraday.

Interpellata da Reuters, Moddy’s ha riferito di non voler commentare le “voci di mercato”, ma fin dalle prime ore del pomeriggio i trader hanno iniziato ad almanaccare sull‘ipotesi di declassamento.

Il sentiment è però apparso contrastato: se alcuni si sono detti scettici sul fondamento di tali indiscrezioni, altri hanno valutato l‘ipotesi come “plausibile”, alla luce del prolungarsi dello stallo politico in Italia.

Secondo gli analisti di IG, “l‘eventuale scelta di Moody’s sarebbe molto discutibile. L‘agenzia dovrebbe almeno lasciare il tempo a Bersani di finire le consultazioni in Parlamento prima di far partire la scure sull‘Italia”.

“Penso che la situazione italiana non si sia modificata molto e le manovre politiche dovrebbero aver creato un buon baluardo alla speculazione. Nonostante l‘outlook negativo, non dovrebbe essere mutato nulla” sostiene un operatore.

“A mio avviso quella del downgrade è un‘ipotesi plausibile visto che l‘incertezza politica si sta trascinando troppo a lungo. I tempi sono diventati biblici e fuori da ogni logica” controbatte un altro trader.

A pesare sui listini e sullo spread, sono state nel pomeriggio anche le parole del presidente dell‘Eurogruppo, l‘olandese Jeroen Dijsselbloem, per il quale il programma di salvataggio messo a punto per le banche cipriote rappresenta un nuovo modello da utilizzare per la risoluzione dei problemi del sistema finanziario di altri paesi della zona euro.

L‘indice FTSE Mib chiude in ribasso del 2,5%. L‘AllShare, leggermente migliore, cede il 2,24%. Nella media i volumi scambiati, con un controvalode di 2,4 miliardi di euro. In Europa, il paniere FTSEurofirst segna un calo dello 0,11%.

Vendite diffuse sulla maggior parte dei titoli del listino principale.

* Decisamente pesante il comparto bancario, largamente esposto ai titoli di stato e molto sensibile alle variazioni della fiducia sul sistema Paese. I cali maggiori colpiscono le bluechip UNICREDIT (-5,81%) e INTESA SANPAOLO (-6,21%), insieme a BANCO POPOLARE (-5,86%). Molto male anche MEDIOBANCA (-5,3%) e UBI (-4,76%). Lo stoxx europeo di settore scivola dell‘1,77%.

* Lettera anche su MEDIASET che chiude a -4,73%, con i trader citano attese di conti non brillanti in arrivo dalla trimestrale della società.

* Ribassi nell‘ordine del 3,5% per TELECOM ITALIA e FINMECCANICA.

* Negativa anche FIAT (-3,29%) con il mercato che si interroga, ma appare scettico, sui termini (giugno 2014) paventati oggi dalla stampa per la fusione con Chrysler.

* Sul fronte opposto, muovono in rialzo, seppur contenuto, titoli difensivi come PARMALAT, TENARIS, DIASORIN.

* Fuori dal listino principale, balza BREMBO (+4,97%) dopo le indiscrezioni di stampa che, oltre a ribadire sostanzialmente le attese sul 2013 già annunciate e indicano Ebitda margin 2014 al 14%.

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