22 marzo 2013 / 08:09 / tra 5 anni

Cipro, ventaglio soluzioni ridotto, intesa su filiali greche

NICOSIA/MOSCA (Reuters) - Il ministro delle Finanze di Cipro Michael Sarris ha lasciato oggi Mosca a mani vuote dopo che la Russia ha respinto le richieste di aiuto di Nicosia, lasciando l‘isola alle prese con una difficile scelta: accettare i termini del piano di salvataggio dell‘Ue prima di martedì o affrontare il collasso del suo sistema finanziario.

Proteste di piazza a Cipro. REUTERS/Yannis Behrakis

Sarris ora rientrerà nell‘isola, dove i parlamentari si preparano a discutere delle misure proposte dal governo per ottenere almeno una parte dei 5,8 miliardi richiesti per il bailout.

E per scongiurare la prospettiva dell‘implosione del sistema bancario cipriota, il maggiore istituto credito dell‘isola, Bank of Cyprus, ha esortato il governo di Nicosia ad adottare senza indugio la proposta di un prelievo forzoso sui conti bancari superiori a 100.000 euro.

Intanto l‘ufficio della presidenza cipriota ha fatto sapere in un comunicato che è stato siglato un accordo con la Grecia per uno spin off delle filiali greche delle banche cipriote.

I ministri delle Finanze della zona euro avevano escluso le filiali greche delle banche cipriote dalla tassazione inclusa nel pacchetto di salvataggio a condizione che queste filiali venissero trasferite alle banche greche. Almeno due delle maggiori banche greche hanno mostrato interesse per le filiali cipriote, ha detto alcune fonti a reuters questa settimana.

Stamane il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha detto di non sapere se i ministri delle finanze si incontreranno nel week end per discutere di Cipro, aggiungendo che dipenderà dal fatto che Nicosia abbia o meno un piano da presentare ai finanziatori internazionali della troika. 㸀 “Non posso dire se e quando Cipro annuncerà i risultati” ha detto Schauble aggiungendo di “non essere sorpreso” del comportamento russo.

INCOMBE TERMINE ULTIMO PER TROVARE FONDI CHIESTI DA UE

L‘impasse mette in luce un Paese sempre più isolato mentre incombe il termine ultimo per trovare i miliardi di euro richiesti dall‘Ue per dare il via al piano di salvataggio da 10 miliardi.

Senza un accordo sul piano, la Banca centrale europea ha fatto sapere mercoledì scorso che chiuderà i rubinetti dei fondi di emergenza alle banche dell‘isola, in una decisione che potrebbe costringere Cipro a uscire dall‘euro.

Dopo aver bocciato la proposta Ue di un prelievo forzoso sui conti correnti come condizione per avviare il piano di salvataggio, Nicosia si è rivolta al Cremlino per rinegoziare i termini di un prestito e accedere a un altro. Nelle banche cipriote ci sono miliardi di euro di imprese e benestanti russi.

“Dal momento in cui è evidente che non ci sono soluzioni alternative non bisogna rinviare ulteriormente l‘adozione della proposta dell‘Eurogruppo”, ha detto Bank of Cyprus in un comunicato, avvertendo che tutti i depositi bancari andranno perduti se il sistema collassa.

“E finalmente vogliamo evidenziare che qualsiasi ritorno alla sterlina cipriota vuol dire una significativa perdita di valore degli attivi e conduce ad un circolo vizioso di svalutazione e iperinflazione”.

Oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che Cipro deve rimanere nella zona euro ma deve prendere atto che il suo modello di business è morto, secondo quanto riferito da fonti parlamentari.

Per Merkel la nazionalizzazione dei fondi pensione ciprioti non sarebbe un modo accettabile per colmare il buco delle sue finanze pubbliche e qualificarsi per il bailout internazionale, hanno spiegato le fonti.

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