March 21, 2013 / 3:18 PM / 5 years ago

Cipro, senza accordo su prelievo forzoso maggiori banche rischiano la chiusura

BRUXELLES (Reuters) - Senza un accordo sul prelievo forzoso sui conti correnti, le maggiori banche di Cipro rischiano la chiusura, che a sua volta comporterebbe la cancellazione dei depositi non garantiti e il rischio di un’uscita del paese dall’euro.

Nicosia, una donna davanti al bancomat della banca Laiki. REUTERS/Yannis Behrakis

A dirlo è un alto funzionario europeo, a diretta conoscenza della trattativa in corso tra Nicosia, Bruxelles e Fmi.

“Alla fine è una loro scelta” afferma il funzionario. “Possiamo fare molto per evitare questo danno fondamentale rappresentato dalla loro uscita dall’euro, noi e soprattutto la Bce, ma se non cooperano semplicemente finiranno i soldi e non avranno altra scelta che tornare a stampare la loro moneta”.

Cipro ha bisogno di circa 17 miliardi di euro di finanziamenti per evitare la bancarotta, ma in settimana il parlamento del paese ha rigettato le condizioni del piano di bailout europeo, che prevedeva tra le altre cose prelievi una tantum dai conti correnti ciprioti per 5,8 miliardi di euro complessivi.

RISCHIO USCITA DA EURO

Ora la trattativa sul salvataggio del paese è giunta ad uno stallo. Le banche cipriote sono chiuse da venerdì scorso e non riapriranno prima di martedì prossimo. Se per la riapertura non sarà stato raggiunto un accordo la prospettiva è quella di una massiccia corsa al ritiro dei depositi che porterebbe il paese al caos finanziario.

Secondo il funzionario Ue, l’alternativa al proposto prelievo forzoso sarebbe molto peggiore per i correntisti, che potrebbero subire di perdite del 30-40% su tutti i depositi sopra i 100.000 euro, e potenzialmente anche di più, specie per quelli nelle due maggiori banche del paese, la Cyprus Popular Bank e la Bank of Cyprus.

La proposta avanzata da Eurogruppo e Fmi prevedeva una tassazione del 6,75% sui depositi sotto i 100.000 euro e del 9,9% per quelli sopra tale soglia.

In teoria nella zona euro i depositi bancari sono garantiti fino alla cifra dei 100.000 euro.

La Bce ha dato tempo a Cipro fino a lunedì per trovare una soluzione, pena il ritiro delle linee d’assistenza emergenziale alle banche del paese.

“Difficile dire quali potrebbero essere le esatte conseguenze, ma la vasta maggioranza dei depositi non garantiti verrebbe spazzata via” spiega il funzionario. “Non vogliono accettare la proposta perché così dal loro punto di vista rilanciano la trattativa. Pensano di poter mettere alle strette la zona euro, ma temo stiano sopravvalutando le loro carte”.

NAZIONALIZZAZIONE FONDI PENSIONE

Come compromesso, si spiega, il parlamento di Cipro potrebbe accettare un prelievo del 12-13% sui depositi superiori ai 100.000 euro che esenterebbe dalla tassazione i conti più piccoli: insieme all’eventuale nazionalizzazione dei fondi pensione dell’isola potrebbe essere sufficiente per la quadratura del cerchio e per il finanziamento del bailout.

“I fondi pensione sono ricchi di cassa, sono liquidi, quindi si potrebbe fare una ragionevole conversione di soldi in asset delle banche ricapitalizzate” suggerisce il funzionario, ricordando che una soluzione simile è già stata adottata nell’ambito del bailout del Portogallo e, in una certa misura, anche in quello dell’Irlanda.

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