21 marzo 2013 / 12:37 / tra 5 anni

Italia alzerà oggi obiettivi deficit e debito

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Il Consiglio dei ministri stabilirà oggi di quanto dovranno aumentare deficit e debito tra 2013 e 2014 per avviare la liquidazione dei crediti commerciali che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione forte dei margini di flessibilità sul bilancio concessi dall‘Europa.

Lo riferiscono due fonti governative aggiungendo che sul tavolo del governo finirà la relazione prevista dalla legge attuativa del nuovo articolo 81 della Costituzione, che vincola il bilancio al pareggio strutturale salvo eventi eccezionali.

Consiglio e Commissione europea hanno avallato la richiesta dell‘Italia di deviare temporaneamente dal pareggio di bilancio strutturale per finanziare manovre di sostegno all‘economia come il finanziamento di investimenti pubblici produttivi e il rimborso dei debiti commerciali.

”I paletti sono quelli previsti dalla procedura di deficit eccessivo. L‘indebitamento non può superare il 3% del Pil“, spiega una delle fonti. La relazione, aggiunge, è ”una sorta di anticipo del Documento di economia e finanza“ e aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica” del 2013 e del 2014.

Il documento è l‘atto formale che il governo è tenuto a presentare alle Camere “qualora ritenga indispensabile discostarsi temporaneamente dall‘obiettivo programmatico”.

Infatti il nuovo articolo 81 della Carta fondamentale non è così rigido nel vincolare governo e Parlamento al pareggio di bilancio strutturale. Scostamenti sono ammessi in caso di gravi recessioni economiche, crisi finanziarie e calamità naturali.

La procedura obbliga l‘esecutivo a richiedere, sentita anche la Commissione europea, un‘autorizzazione delle Camere indicando finalità, misura e durata dello scostamento, oltre che un “piano di rientro verso l‘obiettivo programmatico” che va “attuato a decorrere dall‘esercizio successivo a quelli per i quali è autorizzato lo scostamento”.

Il governo vuole iniziare a smaltire i circa 70-80 miliardi di debiti commerciali stimati dalla Banca d‘Italia a fine 2011.

La liquidazione delle fatture si rifletterà in un aumento del debito pubblico e la parte di questo maggior debito corrispondente a spesa per investimenti avrà anche un impatto sul deficit pubblico, ha sottolineato lunedì scorso la Commissione europea sollecitando l‘Italia a formulare una proposta.

Il Tesoro dovrà fare i conti anche con il peggioramento dei saldi dovuto al persistere della crisi. Il 22 febbraio scorso la Commissione europea ha ipotizzato che il deficit italiano possa stabilizzarsi al 2,1% del Pil nel 2013 a fronte dell‘1,8% indicato dall‘Italia a fine settembre.

Rispetto all‘ultima stima ufficiale del governo, che ha indicato il Pil in calo dello 0,2% nella media del 2013, tutti i principali previsori nazionali e internazionali sono ora più pessimisti.

Bankitalia, Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Ocse indicano tutti un Pil in calo dell‘1% quest‘anno dopo il -2,4% del 2012. E c‘è chi vede ancora più nero: l‘agenzia di rating Fitch prevede -1,8%, Barclays e Global Insight -1,7%.

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