18 marzo 2013 / 16:59 / tra 5 anni

Processo Tronchetti, Telecom parte civile. Lui la cita in giudizio

MILANO (Reuters) - Nel processo per ricettazione a carico di Marco Tronchetti Provera sui presunti dossier illegali raccolti dalla security di Telecom Italia quando lui era a capo dell‘azienda, il tribunale ha accolto oggi la richiesta di costituirsi parte civile da parte della società telefonica, che sostiene di aver subìto dei danni dal presidente di Pirelli.

Dal canto suo, Tronchetti Provera, come preannunciato quando la società aveva presentato la sua richiesta a febbraio, ha annunciato in una nota di aver citato in giudizio Telecom “in relazione ai comportamenti tenuti da quest‘ultima nei suoi confronti, dopo l‘uscita dal gruppo nel 2006, che hanno causato gravi danni alla propria immagine e onorabilità”.

Rendendo oggi in aula dichiarazioni spontanee, con cui ha presentato una memoria difensiva, il presidente di Pirelli ha parlato di “una storia inquietante in cui il mio nome viene usato per distogliere l‘attenzione dai veri colpevoli”.

Il processo è iniziato il mese scorso davanti alla settima sezione penale del tribunale dopo che lo scorso 12 novembre la procura di Milano ha disposto la citazione diretta in giudizio per ricettazione, reato per il quale il pm può evitare l‘udienza preliminare.

Il fascicolo di indagine sull‘ipotesi di ricettazione fa riferimento ai dati rubati nel 2004 dal computer di un agente dell‘agenzia investigativa Kroll dai “pirati informatici” della security di Telecom, all‘epoca guidata da Giuliano Tavaroli.

In aula, Tronchetti ha parlato di una “deprecabile vicenda che aveva fatto emergere un‘attività gravemente lesiva nei confronti dei legittimi interessi di Telecom Italia” e ha spiegato che fu Tavaroli - che all‘epoca godeva della fiducia del gruppo - a riferirgli la notizia che Brasil Telecom aveva ingaggiato la Kroll, definita “una delle più qualificate agenzie investigative private nel mondo, per operare azioni di contrasto nei confronti di Telecom Italia”.

TRONCHETTI: DA KROLL MODALITA’ INTRUSIVE GRAVI

Tronchetti ha spiegato che secondo Tavaroli le indagini della Kroll “avevano assunto modalità intrusive gravi, connotate da caratteristiche illecite dirette non solo contro Telecom Italia ma addirittura nei confronti del mio nucleo familiare”.

“La mia reazione al riguardo fu quella di comunicare immediatamente il tutto all‘autorità giudiziaria. Mi fu però chiarito dagli avvocati che, sebbene la notizia sulle indebite ingerenze di Kroll fosse allarmante, prima di poter assumere qualsiasi iniziativa era necessario avere cognizione diretta di evidenze al riguardo”, ha aggiunto.

“Non avevo dubbi sull‘operato dei miei collaboratori, certamente non degli avvocati ma neppure del signor Tavaroli e non c‘era motivo di dover dubitare sulla liceità dell‘acquisizione di quel materiale o delle modalità con cui essa era avvenuta”, ha precisato.

Oggi il tribunale ha accolto la richiesta di costituirsi parte civile anche da parte del banchiere brasiliano Daniel Dantas, del Banco Opportunity e dell‘ex-presidente di Brasil Telecom Carla Cico. Sono state respinte invece le richieste di Asati, cha raggruppa i piccoli azionisti di Telecom, e di altri due piccoli azionisti.

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