March 18, 2013 / 1:12 PM / 6 years ago

Cipro, depositi gas pari a 40% domanda Ue, Eni presente con altre major

MILANO/NICOSIA (Reuters) - Il governo cipriota, secondo quanto riferito da una fonte parlamentare, propone di compensare i correntisti che subiranno il prelievo forzoso sui loro conti, a fine di ottenere il piano di salvataggio Ue, con azioni o bond legati a futuri sviluppi del business dell’estrazione del gas.

L’isola, suddivisa dal 1974 fra il Nord occupato dai turchi e il Sud membro della Ue, potrebbe diventare un forte esportatore di gas verso l’Europa. Alcuni esperti ipotizzano fino a 400 miliardi di ricavi legati all’estrazione del gas.

L’americana Noble Energy e il governo cipriota hanno annunciato nel 2011 di avere scoperto depositi di gas per circa 200 miliardi di metri cubi, pari al 40% della domanda annuale della Ue, nel giacimento conosciuto come Afrodite. Tuttavia queste riserve di gas sono ancora da provare e il nuovo governo cipriota sta spingendo la società Usa a realizzare entro l’anno l’esplorazione definitiva che confermi la stima del quantitativo di gas a disposizione.

Sull’isola, oltre ai francesi di Total, è presente dallo scorso gennaio anche l’Eni che si è aggiudicata tre blocchi alla guida di un consorzio formato dalla stessa major italiana (80%, Operatore) e dalla compagnia coreana Kogas (20%) nell’ambito di una gara internazionale competitiva che si è conclusa a maggio 2012. Si tratta delle attività di esplorazione e produzione nei blocchi 2, 3 e 9 situati nelle acque profonde cipriote del Bacino del Levantino, per una superficie complessiva di 12.530 chilometri quadrati.

“Il Bacino del Levantino ha destato recentemente un forte interesse da parte dell’industria petrolifera, rappresentando una nuova frontiera esplorativa con significativo potenziale a gas”, spiegava Eni nella nota del 24 gennaio scorso.

La parte cipriota turca ha però criticato la decisione unilaterale presa dai ciprioti greci di siglare accordi con major internazionali, sottolineando che dovrebbero dividere i ricavi dalla vendita del gas con la parte Nord del Paese. I ciprioti greci, dal canto loro, sostengono che questo potrà avvenire solo se l’isola sarà riunificata.

Il ministro dell’Energia, George Lakkatrypis, in un’intervista a Reuters alcuni giorni fa, ha detto che Cipro ha urgente bisogno dei ricavi dall’estrazione delle riserve di gas naturale e spera di iniziare con le esportazioni entro il 2018 con obiettivo l’export verso i membri della comunità europea.

Le scoperte maggiori sono state fatte in acque israeliane, dove i giacimenti Tamar e Levantino potranno coprire la domanda di gas israeliana per decenni, puntando allo stesso tempo all’esportazione. E siccome i giacimenti di Afrodite e Levantino sono abbastanza vicini, i governi israliano e cipriota hanno deciso di realizzare esplorazioni congiunte su alcuni giacimenti.

Al momento sono stati aggiudicati cinque blocchi di esplorazione offshore su nove, la gara per la concessione delle licenze si chiuderà alla fine di maggio.

(Giancarlo Navach)

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