18 marzo 2013 / 07:48 / 5 anni fa

Cipro, parlamento valuta come colpire conti bancari

NICOSIA (Reuters) - Il parlamento di Cipro vota oggi sul piano di prelievo forzoso dai conti bancari nel quadro del piano di salvataggio Ue, una decisione che ha scosso l‘eurozona provocando questa mattina il crollo degli indici azionari e turbolenze sull‘euro.

Il logo della Bank of Cyprus. REUTERS/Yorgos Karahalis

L‘annuncio nel fine settimana che la piccola Cipro imporrà una tassa sui conti bancari per ottenere 10 miliardi di euro di aiuti infrange il principio europeo che i depositi dei risparmiatori sono sacrosanti.

In attesa del voto in parlamento, il governo sta lavorando ad un piano per smorzare la portata del prelievo dai conti bancari dei piccoli risparmiatori, spostando il peso della tassa sui conti con oltre 100.000 euro in deposito. L‘esecutivo cipriota sostiene che è costretto ad imporre il prelievo, perché in alternativa c‘è solo la bancarotta.

Gli abitanti dell‘isola hanno svuotato i bancomat nel fine settimana e la decisione non solo fa infuriare i ciprioti, ma innervosisce i risparmiatori dei paesi più fragili dell‘eurozona e gli investitori, secondo i quali la creazione di questo precedente rischia di riaccendere la tempesta sui mercati.

Un portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha detto oggi che, se approvata, la tassa sarebbe “ingiusta, non professionale e pericolosa”. Le banche russe avevano circa 12 miliardi di dollari depositati nelle banche cipriote alla fine del 2012, secondo l‘agenzia di rating Moody‘s.

Il vice ministro russo delle Finanze Anton Shatalov ha precisato che se una tassa tra il 7% e il 10% si applicasse solo agli interessi sui depositi, “non sarebbe così orribile, anzi assolutamente equa”.

L‘euro è sceso nelle prime contrattazioni, così come il rublo e le valute dell‘Europa centrale e orientale.

La borsa di Milano è partita in netto calo con l‘indice FTSE Mib che è arrivato a perdere quasi il 3% e gli indici delle piazze di Londra, Francoforte e Parigi hanno ceduto tra l‘1,5% e il 2% stamattina in apertura.

Bruxelles ha sottolineato che la misura sarà una “una tantum” per un paese che pesa per lo 0,2% del Pil europeo. Il timore più forte è che i risparmiatori di altri grandi paesi europei si innervosiscano ed inizino a ritirare i loro soldi dalle banche, anche se questa mattina non ci sono segnali in questo senso. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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