15 marzo 2013 / 15:19 / tra 5 anni

UniCredit: accantonamenti pesano su 2012, torna cedola, rivedrà piano

MILANO (Reuters) - UniCredit archivia il 2012 con pesanti accantonamenti su crediti che portano il quarto trimestre in rosso per 553 milioni e si ripromette di rivedere le proiezioni finanziarie del piano industriale “in considerazione delle eccezionali difficoltà del contesto macroeconomico”.

Federico Ghizzoni, amministratore delegato di UniCredit a Milano, 12 maggio 2012. REUTERS/Paolo Bona

La buona notizia sta nel ritorno al dividendo che sarà di 9 cent per azione con utilizzo di riserve da profitto. La controllata tedesca UniCredit Bank AG ha inoltre deliberato la distribuzione di un dividendo straordinario per 1 miliardo in aggiunta alla cedola ordinaria di 1,5 miliardi.

Il gruppo ha siglato un accordo con la kazaka KazNitrogenGaz per la cessione di ATF Bank a un prezzo pari al patrimonio netto alla data del perfezionamento. La sigla dell‘accordo ha comportato un onere straordinario di circa 260 milioni, mentre il perfezionamento dell‘operazione porterà un beneficio sul Core Tier 1 di circa 8 punti base.

Il titolo, volatile subito dopo la diffusione dei risultati, intorno alle 16 cede lo 0,89% in linea con lo stoxx europeo di settore. “Dividendo sopra le attese, utile operativo sotto le attese”, è il commento lampo di un trader. “Nel complesso un insieme di risultati negativo, potenzialmente il consensus potrebbe ridursi di almeno il 10%”, riferisce un secondo trader.

Il 2012 vede un utile netto di 865 milioni dopo accantonamenti su crediti complessivi per 9,6 miliardi (+67,7%), di cui 4,6 miliardi nel solo quarto trimestre. Il dato è inferiore alle attese degli analisti raccolte sul sito web della banca che convergevano su un utile di 1,244 miliardi.

Il Core Tier 1 secondo Basilea 2.5 a fine anno è al 10,84%, con un incremento di 17 punti base negli ultimi tre mesi, e sale all‘11,14% pro forma con le cessioni della quota in Pekao e di ATF Bank. Secondo Basilea 3 il Common equity è al 9,2%. Per il 2013 si conferma un livello minimo del Common equity del 9%.

Il margine di interesse è sceso del 6,3% a 14,3 miliardi e per il 2013 vede una tendenza al ribasso, mentre il margine di intermediazione è cresciuto dello 0,1% a 25 miliardi di cui 800 miliardi da operazioni di riacquisto di bond.

Il cost/income è al 61,8% nel 2012, mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 5,1% grazie al contenimento dei costi. Le iniziative di contenimento dei costi in Germania e Austria porteranno alla riduzione di quasi 800 occupati in Germania e circa 200 in Austria.

Con gli accantonamenti effettuati la copertura dei crediti deteriorati è salita al 44,8%. Nella sola Italia è al 43,4%, livello più elevato tra i competitor domestici. Il totale dei crediti deteriorati lordi è di 79,8 miliardi, le sofferenze sono 44,4 miliardi. Il costo del rischio del 2012 è salito a 174 punti base, di cui 333 punti nel quarto trimestre. L‘aumento deriva in particolare dall‘Italia e dalla divisione CIB.

Si prevede che gli accantonamenti diminuiscano “leggermente” nel 2013.

Nel perimetro dell‘attività commerciale italiana il risultato prima delle imposte è negativo per 2,6 miliardi.

(Gianluca Semeraro)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below