13 marzo 2013 / 10:49 / 5 anni fa

Enel, 6 mld di dismissioni per far fronte a crisi Italia e Spagna

di Alberto Sisto

ROMA (Reuters) - Davanti alla crisi che incalza in due aree centrali come Italia e Spagna, l‘amministratore delegato di Enel Fulvio Conti ha deciso di correre ai ripari.

La partecipazione in Endesa è stata svalutata, per il prossimo quadriennio è prevista una più oculata politica degli investimenti e il patrimonio della società verrà rafforzato del patrimonio con un piano di dismissioni da 6 miliardi, ma anche l‘emissione di bond ibridi per 5 miliardi entro il 2015.

Così si legge nelle note emesse al termine del consiglio di amministrazione di Enel che ieri sera ha approvato i conti del 2012, chiusi con un utile di 865 milioni dopo che la società ha svalutato avviamenti per 2,575 miliardi, di cui 2,392 riferibili alla sola controllata spagnola.

Al netto delle partite straordinarie, l‘utile ordinario del gruppo è stato di 3,455 miliardi, in calo comunque del 14,9%.

Malgrado ciò la seconda società elettrica europea per capacità installata conferma per il prossimo quadriennio l‘impegno per una politica del dividendo con un pay out almeno pari al 40% dell‘utile ordinario e annuncia che proporrà la distribuzione di un dividendo a valere sul 2012 di 0,15 euro per azione con pagamento il 27 giugno e stacco cedola il 24 giugno.

FUMATA NERA

Il titolo Enel ha avviato le contrattazioni in borsa in deciso ribasso, arrivando a cedere oltre il 6% nelle corso della seduta, mentre intorno alle 14,20 la perdita supera il 5,2%.

“Una fumata nera del mercato”, ha commentato Conti dicendosi però al tempo stesso convinto che quando verrà studiato “si capirà che è un piano molto serio”.

Il consiglio ieri ha anche approvato l‘aggiornamento del piano industriale 2013-2017 che prevede un piano di dismissioni da concludersi nel 2014 ed emissioni di strumenti ibridi.

Conti non ha voluto indicare, nè agli analisti nè ai giornalisti, gli asset in vendita e per i quali ha annunciato ci sono acquirenti, ma ha precisato che uno dei 6 miliardi è un avanzo del vecchio piano di dismissioni “realizzato per 9 miliardi dei 10 miliardi”.

Quanto all‘ibrido, una fonte della società ha spiegato che si “tratta di un‘emissione perenne destinata ad investitori istituzionali”.

Enel, che è una delle utility europee più indebitate, conta di mantenere l‘attuale merito di credito e prevede che l‘indebitamento finanziario netto nell‘arco di piano scenda a circa 42 miliardi nel 2013, a circa 37 nel 2014 e si stabilizzi tra 36 e 37 miliardi nel 2017.

ENEL PESSIMISTA SU CONGIUNTURA

Il punto di partenza del nuovo piano strategico è il quadro macroeconomico che continua a presentare “una connotazione negativa” e quindi, per i vertici, richiede una riduzione delle spese e un aumento dell‘efficenza.

Tra il 2013 e il 2017, Enel porterà avanti “una riduzione cumulativa dei costi (rispetto ai costi fissi controllabili del 2012), pari a circa 4 miliardi di euro, nelle diverse geografie e comparti del gruppo ed in particolare nei mercati maturi di Spagna e Italia”.

Il tutto per poter garantire nell‘arco del piano un utile netto ordinario del gruppo a circa 3 miliardi nel 2013, circa 3,3 miliardi nel 2015 e tra 4 e 5 miliardi nel 2017 e un ebitda a circa 16 miliardi nel 2013-2015 e tra 17 e 18 mld nel 2017.

In Italia si metteranno a riposo le vecchie centrali a gasolio in attesa di una eventuale riconversione dei siti; non si “utilizzeranno gli ammortizzatori sociali, ma eventuali interventi sul personale si faranno con accordi con il sindacato”.

E ovviamente si tiene il freno a mano tirato sugli investimenti.

Un sostanzioso obolo verrà fornito anche dai gradi più alti della società: Conti, che è ad e direttore generale, rinuncerà al 35% della retribuzione variabile da Ad e al 30% di quella legata alla carica di dg. Un 30% della retribuzione mobile verrà messo a disposizione anche dal presidente Paolo Andrea Colombo e dalla prima linea dei manager. Gli altri dirigenti dovranno rinunciare al 20% dei loro premi.

Il taglio sarà fatto “per il 2013 e vale alcune decine di milioni”, secondo Conti. Nel frattempo da gennaio sono stati bloccati gli straordinari di tutto il personale non in produzione, principalmente amministrativi.

ASPETTANDO LA RIPRESA IN ITALIA E SPAGNA

Fra le politiche di efficientamento Enel indica una semplificazione societaria di gruppo: anche attraverso operazioni di minorities buy-out, che non coinvolgeranno Endesa, e che “una volta finalizzate, si prevede possano incrementare la parte di utile netto consolidato di pertinenza del gruppo dal 65% del 2013 al 78% del 2017”. A disposizione ci sono 8,5 miliardi fino al 2017.

Commentando i risultati, Conti spiega che la svalutazione di Endesa è il frutto del “peggioramento dei flussi di cassa attesi, conseguente ai provvedimenti regolatori emessi dal governo di Madrid nel corso del 2012, unitamente al deterioramento del quadro economico di riferimento”, ma ha aggiunto che non ci sarà bisogno di una nuova “svalutazione” del valore della società spagnola.

L‘Ad ha spiegato anche che le azioni di rafforzamento patrimoniale e le efficienze gestionali messe in cantiere, anche con un‘attenta politica di investimenti “possono consentire di cogliere il momento in cui le economie mature, in particolare Italia e Spagna, riprenderanno a crescere”.

Il manager, sollecitato a commentare la situazione di stallo uscita dalle elezioni e la sorprendente affermazione del Movimento 5 stelle del comico Beppe Grillo, ha auspicato un governo ”normale e stabile“ e ha detto di non temere una paralisi nello sviluppo delle infrastrutture del Paese a causa dell‘atteggiamento di questa forza politica”.

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