13 marzo 2013 / 10:49 / tra 5 anni

Tesoro colloca 7 mld Btp/CCTeu dopo taglio Fitch

MILANO (Reuters) - Rendimenti in rialzo sul tratto a tre anni nelle aste italiane - primo appuntamento a medio-lungo dopo la bocciatura del rating sovrano da parte di Fitch - in cui il Tesoro ha collocato complessivi 6,993 miliardi di euro tra Btp e CCTeu su una forchetta d‘offerta compresa tra 5 e 7,25 miliardi.

Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

Nel dettaglio la seconda tranche del Btp a 15 anni settembre 2028, lanciato a gennaio via sindacato e molto richiesto negli ultimi giorni sul mercato, è stata assegnata per due miliardi su un offerta di 1,5-2 miliardi con un bid-to-cover di 1,278. Il rendimento è di 4,90% rispetto a 4,805% del collocamento tramite sindacato di metà gennaio. A metà febbraio era stato riaperto il marzo 2026 aggiudicato al tasso di 4,55%.

Collocati anche 3,323 miliardi del benchmark a tre anni dicembre 2015, contro un offerta di 2,5-3,5 miliardi; il rendimento è di 2,48% - massimo da dicembre - da 2,30% di metà febbraio. Il rapporto di copertura è di 1,284 dal precedente 1,37.

Assegnati infine un totale di 1,67 miliardi sui due CCTeu giugno 2017 e aprile 2018: il range d‘offerta era di 1-1,75 miliardi complessivi sui due titoli.

Il CCTeu giugno 2017 è stato collocato al tasso di 2,95% (il medesimo titolo era stato assegnato anche un mese fa a 2,55%), con bid-to-cover di 1,5; per quel che riguarda l‘aprile 2018, il rendimento è di 3,03% e il bid-to-cover a 1,84.

Di seguito i commenti a caldo di strategist e dealer:

CHIARA MANENTI, Intesa Sanpaolo

”La prima considerazione da fare è che il Tesoro riesce, nonostante tassi marginalmente in aumento, a fare funding attraverso strumenti leggermente più rischiosi, come il segmento a quindici anni, proposto tutti i mesi dall‘inizio dell‘anno.

Va ricordato poi che nel mese di marzo - a differenza che a febbraio - non ci sono titoli in scadenza: quindi tutto quello che è stato raccolto è stato assorbito in maniera netta dal mercato e questo potrebbe spiegare i bid-to-cover non particolarmente alti.

Globalmente un‘asta positiva, che mostra una buona tenuta dell‘obbligazionario italiano nonostante il perdurare dell‘incertezza politica”.

ALESSANDRO GIANSANTI, Ing

”I Btp sono usciti deboli in termini di bid-to-cover, con il tre anni risultato come rendimento più alto di quanto non girasse sul secondario. Anche il 15 anni è risultato debole in termini di prezzo.

Ma c‘era da aspettarsi qualche conseguenza del risultato del voto e dal downgrade di Fitch.

I quantitativi collocati non sono stati male sui Btp, con il massimo ammontare sul 15 anni.

In sintesi, i livelli di rendimento non sono ancora da panico, pur essendo però interessanti per gli investitori a caccia di profitto. Si tratta di livelli ancora gestibili.

L‘indicazione chiara che emerge è che finché ci sarà incertezza politica dovremo aspettarci una debolezza dei bond italiani”.

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