13 marzo 2013 / 08:14 / 5 anni fa

Btp chiudono in calo, aste in chiaroscuro dopo downgrade Fitch

MILANO (Reuters) - - I Btp chiudono in calo una seduta dominata dalle aste di medio lungo termine, le prime dopo il downgrade di Fitch, che venerdì ha ridotto di un notch a BBB+ il merito di credito dell‘Italia citando l‘esito inconcludente delle elezioni politiche.

Traders a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

“Il secondario è stato un po’ sotto pressione oggi, un po’ perchè comunque l‘asta era d‘importo consistente, un po’ perchè l‘incertezza politica sullo sfondo non aiuta. Ad essere più penalizzata è stata la parte breve, quella compresa tra 2-3 anni”, dice un dealer da Milano.

Complessivamente stamane il Tesoro ha collocato a tassi in lieve rialzo poco meno di 7 miliardi tra Btp a 3 e 15 anni e CCteu a 4 e 5 anni, a fronte di un‘offerta complessiva che arrivava a 7,75 miliardi.

Intorno alle 17,30 il tasso del decennale italiano sale al 4,675% dal 4,603% del finale di seduta di ieri e lo spread di rendimento con l‘analoga scadenza del Bund si allarga a 320 punti base dai 313 punti base del finale di seduta di ieri, riavvicinandosi al picco post elettorale di 350 punti base.

Considerando i 7,75 miliardi di Bot annuali emessi ieri, è di 14,443 miliardi (sui 15 miliardi complessivi messi sul piatto) l‘importo collocato nelle aste di metà mese.

Sale così a circa 117,73 miliardi l‘importo raccolto nel 2013, ovvero il 28,6% del totale delle emissioni previste dal ministero dell‘Economia per quest‘anno.

ASTE IN CHIAROSCURO

Le aste odierne hanno evidenziato la capacità del Tesoro di finanziarsi con continuità sul segmento extradecennale, sfruttando il clima da caccia ai rendimenti, alimentato dall‘outlook positivo legato alla crescita economica globale.

La seconda tranche del Btp a 15 anni settembre 2028, lanciato a gennaio via sindacato e molto richiesto negli ultimi giorni sul mercato, è stata assegnata per due miliardi su un offerta di 1,5-2 miliardi con un bid-to-cover di 1,278, il rendimento è di 4,90% rispetto a 4,805% del collocamento tramite sindacato di metà gennaio.

Dall‘altro canto, però, i collocamenti hanno mostrato come l‘incerto quadro politico italiano spinga, seppur leggermente, verso l‘alto i costi di finanziamento sulla parte di curva fino a tre anni.

Il benchmark a tre anni dicembre 2015 è sato collocato per 3,323 miliardi contro un offerta di 2,5-3,5 miliardi, il rendimento è di 2,48% - massimo da dicembre - da 2,30% di metà febbraio. Al netto della commissione, il prezzo d‘asta (100,54)è risultato inferiore rispetto a quello del mercato (100,61). Il rapporto di copertura è di 1,284 dal precedente 1,37.

“E’ stata un‘asta in chiaroscuro. C‘è stata una forte domanda, come da attese, sul Btp 15 anni, mentre per piazzare il Btp tre anni il Tesoro ha dovuto offrire un prezzo a sconto. Quest‘ultimo elemento è stato intepretato come un segno di debolezza, pesando sul secondario, dove la curva nel tratto 2-10 si è un po’ appiattita”, dice un dealer da Milano.

D‘altra parte, rileva Chiara Manenti di Intesa Sanpaolo, il Tesoro non ha potuto contare sul supporto dei rimborsi dei titoli in scadenza. “Quindi tutto quello che è stato raccolto è stato assorbito in maniera netta dal mercato e questo potrebbe spiegare i bid-to-cover non particolarmente alti”.

Inoltre, secondo Manenti, è positivo che l‘Italia riesca, nonostante tassi marginalmente in aumento, a fare funding attraverso strumenti leggermente più rischiosi, come il segmento a quindici anni, proposto tutti i mesi dall‘inizio dell‘anno.

“In termini di costo del finanziamento è stata un‘asta positiva, con un rendimento medio delle emissioni odierne del 3,29%, solo 28 punti base in più rispetto a metà febbraio. La mia idea è che, siccome i rendimenti sono rimasti sostanzialmente bassi, anche considerando l‘incertezza politica a questi livelli la carta italiana risulta ora meno interessante per gli investitori”, conclude Chiara Cremonesi, strategist di Unicredit.

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