8 marzo 2013 / 12:17 / tra 5 anni

Mercati, Bini Smaghi: sottovalutano rischio politico in Italia

ROMA (Reuters) - I mercati stanno sottovalutando il rischio politico in Italia dove non sono all‘orizzonte governi stabili in grado di garantire le riforme necessarie per la crescita e, eventualmente, sottoscrivere gli impegni collegati all‘attivazione dello scudo europeo anti spread.

Lorenzo Bini Smaghi in un'immagine d'archivio. REUTERS/Max Rossi

E’ quanto ha sostenuto Lorenzo Bini Smaghi, presidente Snam ed ex membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, a margine del workshop Ambrosetti sul Lago di Como.

“I mercati non capiscono fino in fondo cosa sta succedendo in Italia. Pensano che un nuovo governo possa essere formato nel giro di qualche giorno ma credo che le cose siano molto più complicate di così”, ha detto Bini Smaghi in una intervista televisiva a Cnbc.

Per l‘ex direttore del Tesoro italiano “con l‘incertezza gli investimenti calano, i consumi vengono rimandati, la crescita sarà molto peggio del previsto e il debito in rapporto al Pil non scenderà come previsto”.

“Il mio timore è che questo immobilismo della politica creerà più problemi economici di quanto atteso”, ha detto.

I commenti preoccupati di Bini Smaghi arrivano il giorno dopo che il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha lanciato, invece, un messaggio rassicurante sull‘Italia sostenendo che il risanamento proseguirà anche senza un nuovo governo.

Draghi ha detto che gli aggiustamenti dei conti pubblici procedono in gran parte con un “pilota automatico” e ha ricordato che quest‘anno vengono a scadere bond del governo per circa 30 miliardi inferiori a quelli dello scorso anno.

Anche grazie ai commenti dell‘ex governatore della Banca d‘Italia lo spread tra Italia e Germania è oggi a 302 dal 344 del martedì 26 febbraio, dopo le elezioni e alle 13 l‘indice Ftse Mib guadagna l‘1,25%.

Ma Bini Smaghi punta il dito su una crescita che latita da 15 anni e un prodotto interno pro-capite tornato ai livelli del 1992-1993.

“E’ la peggiore performance tra le economie avanzate. E questo perché la riforma del lavoro, le liberalizzazioni non si sono fatte. Le lobby e i conflitti di interesse lo hanno impedito e lo stesso governo di Mario Monti non è stato in grado di cambiare le cose se non parzialmente”, ha spiegato Bini Smaghi.

In questa situazione “l‘unica alternativa è aumentare le tasse e la gente si ribella”.

PROGRAMMA DI GRILLO E’ COME IL COMUNISMO

Il grande vincitore delle elezioni del 24 e 25 febbraio è stato il movimento anti sistema di Beppe Grillo che ha raccolto il 25% dei voti. Il successo del voto di protesta per il Movimento 5 Stelle ha impedito al centrosinistra di vincere anche la maggioranza del Senato. La proposta del Partito democratico di formare un governo con M5s è stata finora respinta da Grillo e una riproposizione della strana coalizione che ha sostenuto il governo Monti tra il Pd e il Pdl di Silvio Berlusconi è stata finora rifiutata dal Pd.

Alla richiesta di commentare la forza rinnovatrice del movimento di Grillo, l‘ex banchiere centrale osserva che per fare le riforme occorre probabilmente cambiare le persone in carica, ma anche avere idee: “Grillo non ce l‘ha. Il suo programma è come il comunismo: 1.000 euro per tutti, settimana lavorativa di 20 ore, nazionalizzazione delle banche. Fa abbastanza paura”.

Senza un governo stabile appare difficile, secondo gli osservatori, che l‘Italia possa impegnarsi a un piano di riduzione del debito come richiesto dalle regole europee per ricevere l‘aiuto della Bce sul mercato dei titoli di Stato, il cosiddetto Outright monetary transactions (Omt).

E’ possibile immaginare nuove regole nel caso in cui l‘Italia venisse di nuovo presa di mira dalla speculazione?

“Credo che la Bce non possa rischiare la sua credibilità e intervenire anche se l‘Italia non ha un programma [di riduzione del debito]. Avere un programma resta la condizione chiave [per attivare l‘acquisto dei titoli di Stato italiani], il presidente della Bce lo ha detto anche ieri. Ritengo il mercato non abbia compreso del tutto questo aspetto”.

Fino a quando i mercati resteranno relativamente calmi in Italia sarà possibile pensare che ci siano altre strade oltre quella dell‘austerity ma non appena il nervosismo degli investitori comincerà a crescere si vedrà che ogni altra strada è preclusa.

“Tutti i politici prendono le decisioni difficili sotto la pressione dei mercati, non solo in Italia ma anche negli Usa, e questo potrebbe succedere prima di quanto molti si attendano”, ha detto ancora Bini Smaghi.

(Giselda Vagnoni)

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