8 marzo 2013 / 12:06 / 5 anni fa

Cairo,su La7 efficienze senza toccare personale,no nuovi soci

MILANO (Reuters) - Per risanare i conti di La7, Urbano Cairo intende lavorare sulla riduzione dei costi ma senza toccare il personale, fiducioso dell‘ampio potenziale di crescita delle due reti Tv (La7 e La7D).

Presentando l‘accordo di acquisizione raggiunto solo pochi giorni fa con TI Media, il presidente di Cairo Communications non ha dato tempistiche sul raggiungimento del pareggio della società, rimandando a un piano industriale-editoriale che potrebbe arrivare entro giugno insieme al closing definitivo dell‘operazione.

Intanto l‘imprenditore ha ribadito che non intende cambiare la linea editoriale di La7 né rinunciare alle figure professionali che ne hanno segnato il successo in termini di ascolti, ma che saranno possibili revisioni di palinsesto nelle aree più deboli come quella pomeridiana.

“La7 deve avere una linea editoriale chiara, che è quella attuale e che condivido”, ha dichiarato sottolineando che “la libertà di espressione è una caratteristica della rete e va presidiata e difesa” e rimarcando i successi in termini di ascolti raggiunti dalla rete ammiraglia in prima serata da inizio anno (5,4% di share con un picco del 6,5% nelle ultime due settimane).

TAGLI MA NON A PERSONALE, TV DENTRO STRATEGIE GRUPPO CAIRO

“Quando è arrivata la crisi nel 2009, in Cairo, che era in utile, siamo riusciti a tagliare i costi senza toccare il personale. Ci sarà spazio anche in La7, senza toccare i dipendenti o altro”, ha detto l‘imprenditore ricordando che, in base agli accordi, 60 persone dell‘organico di La7 passeranno a Telecom-Telecom Italia Media.

L‘acquisizione di La7, di cui Cairo già curava la raccolta pubblicitaria, rientra “nel disegno strategico del gruppo” di diventare editore dei mezzi per cui vende la pubblictà. E’ accaduto con la carta stampata attraverso l‘acquisizione di Giorgio Mondadori alla fine degli anni Novanta, succede oggi con la Tv.

Da TI Media Cairo ha ricevuto La7 senza debiti e con una dote di 87 milioni. “L‘obiettivo è fare in modo che questo contributo sia sufficiente per arrivare almeno al pareggio”, ha spiegato Cairo senza fornire indicazioni temporali.

NESSUN NUOVO SOCIO IN VISTA

A proposito delle voci di possibili partner al fianco dell‘imprenditore - da Diego Della Valle agli stessi giornalisti di punta di La7 - Cairo ha ricordato che l‘assetto di controllo di La7 dovrà restare immutato per due anni in base ai vincoli di lock-up previsti dall‘accordo. L‘editore ha aggiunto anche che, in ogni caso, l‘ipotesi di ingresso di nuovi azionisti è tendenzialmente esclusa.

“Non credo tantissimo alle cordate. Soprattutto in un‘azienda editoriale dove è importante capire i gusti delle persone, non credo che tante persone che dicono la loro siano utili”, ha detto.

Quanto a possibili cambiamenti sul fronte regolatorio, Cairo ha sottolineato che il rischio che l‘emittente perda il tasto “7” del telecomando “è molto remoto”, anche perchè “La7 è una Tv generalista, che esisteva anche quando si trasmetteva in analogico e che ha dato un grande contributo allo sviluppo del digitale”.

(Claudia Cristoferi)

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