1 marzo 2013 / 11:04 / 5 anni fa

Italia chiude 2012 con deficit a 3% Pil, balzo debito

MILANO (Reuters) - L‘Italia ha chiuso il 2012 con un deficit/Pil al 3%, ultimo livello utile perché la Commissione Ue chiuda la procedura per deficit eccessivo nei confronti di Roma, e un debito/Pil balzato al 127,0%, livello massimo dal 1990.

Banconote da 500 euro. REUTERS/Lee Jae-Won

Nell‘aggiornamento al Def dello scorso settembre il ministero dell‘Economia prevedeva il deficit/Pil al 2,6% e il debito/Pil al 126,4%. Le stime del 22 febbraio della Commissione Ue indicavano il deficit al 2,9% del Pil e il debito al 127,1%.

Di seguito i commenti degli economisti:

LOREDANA FEDERICO, UniCredit

”Il rapporto deficit/Pil è in linea con le attese, noi avevamo un 2,8%. In sostanza, direi, nessuna sorpresa: siamo entro i termini di Maastricht, quindi non c‘è nessuna preoccupazione su questo fronte in questo momento.

Il dato è un po’ peggio delle stime del governo, ma non di molto, si può dire che nel 2012 è proseguita la fase di consolidamento fiscale. Un supporto importante è derivato dall‘introduzione della tassazione sulla proprietà, quindi è importante guardare se ci saranno modifiche su questo punto con il prossimo governo e se nel caso saranno compensate da risparmi sulla spesa.

Per il 2013 abbiamo una stima di deficit/Pil a 1,8%, ci sono un po’ di rischi che possa essere peggio, ma non ci aspettiamo che vada molto sopra il 2%. Una revisione dell‘1,8% sarebbe possibile se lo scenario di crescita fosse peggiore della nostra attesa di -1%.

L‘incertezza politica pesa soprattutto sulla questione della spesa per interessi: se si verificasse una mancanza di fiducia e un rialzo dei rendimenti dei titoli sovrani, ci sarebbe naturalmente un impatto sul deficit”.

PAOLO MAMELI, Intesa Sanpaolo

“Il deficit non ha sorpreso. A dire il vero le stime della Commissione erano leggermente più ottimiste (2,9%). Per quanto riguarda il Pil annuale, il calo è meno pronunciato se si corregge per i giorni lavorativi. Per il 2013 vediamo una Pil corretto per i giorni lavorativi in calo di 1,5%, mentre in tema di finanza pubblica il deficit continuerà a migliorare ma non quanto stimato dal governo perché la recessione è più pronunciata. Il disavanzo sarà secondo le nostre stime pari al 2,6% del Pil. Il debito continuerà ad aumentare toccando 129,9% quest‘anno e potrà iniziare a scendere solo dal 2014. L‘anno scorso la pressione fiscale è aumentata come atteso di quasi l‘1,5% rispetto al 2011”.

FEDELE DE NOVELLIS, Ref Ricerche

”Sono dati in linea con le attese. Non ci sono grandi sorprese. L‘avanzo primario al 2,5% del Pil è un po’ più alto delle attese quindi ha compensato la crescita delle spesa per interessi e ha permesso di tenere il deficit entro il 3%.

Adesso in tema di conti pubblici si pone il tema di contrattare l‘interruzione della stretta fiscale, ricordando che a livello strutturale il bilancio è vicino al pareggio. C‘è però un problema: per completare quanto previsto dal governo Monti per il 2013 bisogna approvare i decreti attuattivi per la spending review di quest‘anno. Con l‘attuale quadro politico non sappiamo cosa accadrà. Senza decreti attuativi il deficit potrebbe tornare al 4%”.

Claudia Cristoferi, Maria Pia Quaglia, Luca Trogni Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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