11 febbraio 2013 / 08:14 / tra 5 anni

Borsa Milano chiude in calo, banche contrastate, lettera su Telecom

MILANO (Reuters) - Inizio di settimana caratterizzato dal segno meno a Piazza Affari, che chiude in territorio negativo insieme alle altre borse europee, con gli investitori che si prendono una pausa in scia alle incertezze della situazione politica italiana.

L'ingresso di Borsa Italiana a Milano, in una foto del 10 dicembre. REUTERS/Stefano Rellandini

Sul fronte obbligazionario il differenziale Btp-Bund risale sui massimi dall‘inizio dell‘anno, chiudendo a 301 punti base dai 295 della chiusura di venerdì. Intanto i bancari, motori dei listini milanesi e molto esposti ai titoli di Stato, sono contrastati.

“La risalita dello spread non è comunque allarmante né è tale da spingere a parlare di effetto downtrend sui bancari” nota un trader, che aggiunge: “E’ vero tuttavia che le incertezze sulla situazione del nostro paese incidono su spread e trend azionario e difficilmente i mercati rivedranno la luce prima delle elezioni. Gli operatori continueranno a tergiversare ancora per qualche tempo”.

In generale, dalle sale operative riferiscono di una seduta odierna piatta e con pochi spunti; tra questi i ribassi di Telecom e Fiat e il rally di Pop Milano.

“I listini si muovono in trading range, anche nel pomeriggio si è osservato un lieve perggioramento in scia a Wall Street” commenta un operatore.

L‘indice FTSE Mib chiude in calo dello 0,61%, l‘Allshare dello 0,59%, mentre il benchmark europeo FTSEurofirst perde lo 0,69%. A Milano si sono scambiati volumi per un controvalore di 1,7 miliardi.

* I titoli del comparto bancario chiudono misti. In testa al listino c‘è POP MILANO che sale del 4,34% con gli operatori che legano il rialzo ai ragionamenti in corso sulla governance della banca. “Gli unici motivi di appeal sul titolo sono legati al cambio di governance” dice un trader. Secondo un altro, “è probabile che sia tornata l‘ipotesi di trasformazione in spa, anche se ho l‘impressione che bisognerà aspettare il post elezioni per avere sviluppi”.

Ben comprata anche POP EMILIA, mentre recupera sul finale di seduta MPS, che, da peggior titolo del comparto, si porta in territorio positivo sul finale. In rosso le big INTESA SP (-1,5%) e UNICREDIT (-1%).

* Spunti sul settore delle utility, con A2A in salita del 3,49%. Un analista parla di titolo molto volatile soggetto a diversi saliscendi. A livello europeo il comparto chiude in leggero rialzo.

* Dopo i tentativi di recupero della mattina, SAIPEM chiude in calo del 2% a 21,04 euro. “Nel nostro target su Saipem a 23 euro, incorporiamo una potenziale multa per 500 milioni di euro. A nostro avviso l‘indagine sulla vicenda Algeria resta un rischio, e manteniamo una visione cauta sul titolo nel breve” riferiscono gli analisti di Equita.

* TELECOM ITALIA (-3,54% a 0,641 euro) è il peggior titolo del listino principale: il mercato appare scettico sull‘efficacia della strategia del gruppo sul debito, in seguito alla decisione di dimezzare la cedola e di emettere un bond ibrido. Oggi diversi broker hanno ridotti i prezzi obiettivo sul titolo: per Natixis è fissato a 1,04 euro da 1,2, mentre Barclays l‘ha portato a 0,85 euro da 1 euro.

* Il settore auto perde terreno in tutta Europa con FIAT che si pone tra i peggiori performer del vecchio continente, in ribasso dell‘1,82%.

* Positiva MEDIOLANUM (+1,61%). “La raccolta netta di Banca Mediolanum ha messo a segno un altro mese particolarmente brillante, soprattutto nel risparmio gestito, comparto a maggior valore aggiunto per il gruppo. Consideriamo positivo l‘impatto della notizia, che il titolo ha già scontato venerdì” commentano gli analisti di Icbpi.

* Fuori dal Ftse Mib, cede il 2,89% RCS. Il titolo aveva ridotto temporaneamente i ribassi nel primo pomeriggio in scia alle indiscrezioni sul nuovo piano industriale che prevede 800 esuberi, con un obiettivo di risparmi di circa 80 milioni sui 100 annunciati lo scorso dicembre.

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