4 febbraio 2013 / 16:29 / tra 5 anni

Mps, fonte Boi: non spettava a Draghi avviare procedura sanzionatoria

ROMA (Reuters) - Mario Draghi non è responsabile per i tempi lunghi della Vigilanza della Banca d‘Italia sulla cattiva gestione finanziaria della Banca Monte dei Paschi di Siena, ha detto a Reuters un alto dirigente di via Nazionale.

Lo scandalo sui derivati del Monte dei Paschi risale a quando governatore della Banca d‘Italia era Draghi (2006-2011), attuale presidente della Banca centrale europea.

Draghi è stato accusato di non essere stato sufficientemente veloce nel comminare le sanzioni contro i manager della terza banca italiana nonostante gli ispettori di via Nazionale avessero già individuato i contratti strutturati al centro dello scandalo in una ispezione al Monte effettuata nel 2010.

Le critiche sono arrivate da vecchi avversari politici di Draghi come l‘ex ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ma anche da esperti del mondo bancario e regolatorio.

L‘alto funzionario della Banca d‘Italia osserva che la decisione sull‘avvio di una procedura sanzionatoria, che si traduce in una censura pubblica e una sanzione, non dipende dal governatore della Banca d‘Italia ma dagli ispettori e da una serie di sotto comitati.

Solo dopo l‘avvio della procedura vengono informati il governatore e gli altri membri del direttorio.

“Gli ispettori sono le uniche persone che possono iniziare una procedura sanzionatoria. Di conseguenza, se nel corso delle loro ispezioni non trovano nulla è impossibile per qualcun altro avviare la procedura”, ha detto la fonte che ha chiesto di non essere citata.

”Noi chiediamo allo staff di non subire alcun tipo di influenza da parte del direttorio. I casi devono essere presentati per quello che sono. Se viene decisa una sanzione, gli ispettori illustrano il dossier al direttorio e il board decide sulla effettiva applicazione della sanzione.

Nell‘estate del 2010 gli ispettori della Banca d‘Italia hanno individuato due contratti derivati poco trasparenti che potrebbero costare oggi a Mps 720 milioni di euro e che sono al centro di una indagine per frode, ma non proposero l‘avvio di alcuna procedura sanzionatoria.

“Quella decisione”, spiega la fonte, “non ha nulla a che fare con il direttorio”, anche se il rapporto ispettivo fu mostrato a Dragi.

La fonte non ha risposto alla domanda se fu una buona idea quella di non proporre sanzioni all‘epoca.

Il rapporto ispettivo del 2010 è stato fatto filtrare alla stampa e ha sollevato le critiche di quanti avrebbero voluto che ai commenti critici seguissero iniziative incalzanti.

Via Nazionale non ha convocato gli amministratori del Monte fino al novembre del 2011, dopo che Draghi si era trasferito a Francoforte.

Inoltre, una procedura sanzionatoria non è stata avviata prima dell‘anno successivo, dopo che i manager coinvolti avevano lasciato la banca, e non è stata ancora completata.

Gli azionisti del Monte Paschi non hanno saputo nulla sulle irregolarità compiute fino al mese scorso.

“Possiamo essere lenti ma siamo determinati”, ha detto la fonte.

Nonostante il management del Monte abbia ostacolato l‘attività di Vigilanza, le irregolarità erano già state commesse al momento della ispezione del 2010.

“Ciò che è seguito è stato il tentativo di mascherare le perdite subite non il succedersi di nuove irregolarità”, ha detto la fonte.

La Banca d‘Italia ha detto di aver informato i magistrati di Siena sui suoi dubbi circa i contratti derivati nella primavera del 2012, ma la Procura stava già indagando sul Monte dal novembre dell‘anno precedente e forse anche da prima.

Lo scandalo Monte dei Paschi ha sollevato un dibattito sui poteri della Banca d‘Italia e sull‘opportunità che il regolatore possa rimuovere singoli manager di una banca oltre che l‘intero consiglio di amministrazione.

La fonte di palazzo Koch chiarisce che si tratterebbe di una iniziativa utile.

“Si tratterebbe senz‘altro di un‘arma in più ma non condivido l‘idea che la Banca d‘Italia non disponga di poteri sufficienti e che l‘esercizio di tali poteri sia stato inefficace”.

(Gavin Jones)

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