23 gennaio 2013 / 15:48 / tra 5 anni

Esodati, riesplode guerra cifre, resta nodo per prossimo governo

di Francesca Piscioneri

Il ministro del Welfare Elsa Fornero, Roma, 4 aprile 2012.REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - Il titolo di apertura de Il Messaggero di stamani: “Bomba esodati, altri 150.000” scatena di nuovo la guerra di cifre su quanti lavoratori avranno bisogno nei prossimi anni di un sostegno perché rimasti senza lavoro e senza pensione a seguito della riforma previdenziale di Elsa Fornero che alza drasticamente di 4-5 anni l‘età per il ritiro.

Il quotidiano non fornisce dati nuovi, ma l‘articolo ha riacceso la polemica dei mesi scorsi ricordando a tutti come il tema sia scottante e sarà una delle responsabilità delle quali si dovrà fare carico il nuovo governo.

Il ministro del Welfare uscente Elsa Fornero dice di non sapere nulla delle cifre, rinviando all‘Inps. Per l‘istituto di previdenza si tratta di dati noti.

UN ANNO DI BALLETTO DI CIFRE

Il problema dei lavoratori cosiddetti esodati scoppia a inizio del 2012 quando il governo realizza che la nuova riforma appena entrata in vigore lascia scoperti migliaia di lavoratori che hanno lasciato l‘attività in anticipo, puntando su un rapido raggiungimento dei requisiti per il ritiro, e poi sono rimasti in sospeso a causa dell‘inasprimento dei criteri previdenziali.

L‘esecutivo tecnico ha cercato di rimediare con due decreti (il primo per 65.000, il secondo per 55.000) che tutelano in tutto 120.000 persone con uno stanziamento di circa 9 miliardi sino al 2020.

A questi sono stati aggiunti altri 10.000 circa attraverso la legge stabililtà, con risorse pari a 554 milioni in otto anni, più altri 10.000 ai quali non viene applicata la finestra mobile del precedente governo Berlusconi.

In tutto 140.000 persone dunque. Secondo il Messaggero a questi bisogna aggiungere circa 90.000 che in pochi mesi hanno raggiunto i requisiti per lasciare il lavoro richiesti dalla Legge Fornero.

Si arriva così a 230.000 persone tutelate.

La cifra dei 150.000 indicata dal quotidiano romano arriva da una sottrazione artmetica basata dati ‘ufficiosi’ diffusi, con clamore, dall‘Inps lo scorso giugno.

Secondo quanto fatto trapelare allora dall‘ufficio del direttore generale Mauro Nori in totale gli esodati sarebbero 390.000 circa. Se da questa cifra si sottrae 230.000 resterebbero ancora senza tutela da qui ai prossimi anni circa 150.000 persone.

TUTTI CONTRO FORNERO

I sindacati attaccano Fornero e avvisano il prossimo esecutivo sulla importanza di affrontare il tema.

Per la Cgil “il ministro dimostra, ancora una volta, di non aver ben compreso l‘entità del disastro compiuto dal governo di cui fa parte, e continua a far finta di stupirsi dei numeri”.

“Il nuovo governo dovrà raccogliere questa brutta eredità e trovare una soluzione per tutti, come abbiamo sempre sostenuto”, aggiunge.

Anche secondo la Cisl “l‘attuale Ministro del lavoro sembra non avere compreso che gli esodati sono un problema creato dalla sua riforma previdenziale, iniqua, che senza alcuna gradualità ha innalzato i requisiti per l‘accesso al pensionamento, provocando una situazione in cui molte persone uscite o che usciranno dal lavoro rischiano, nei prossimi anni, di rimanere senza alcun reddito”.

“Il futuro governo dovrà superare incertezze e problemi aperti”, conclude la nota. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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