January 11, 2013 / 7:48 AM / 5 years ago

Borse asiatiche ritracciano dopo dati inflazione Cina

TOKYO (Reuters) - Le borse dell’area Asia-Pacifico sono prevalentemente deboli, penalizzate da prese di beneficio innescate da una ripresa dell’inflazione cinese, ma le perdite sono frenate dal miglioramento delle prospettive dell’economia globale.

Il tasso annuo di inflazione della Cina a dicembre ha mostrato un’accelerazione al 2,5% - massimo di sette mesi - su un aumento dei prezzi alimentari, restringendo gli spazi di manovra della banca centrale per rilanciare l’economia allentando la politica monetaria. L’indice dei prezzi alla produzione il mese scorso è scivolato dell’1,9% rispetto a un anno prima, segnando il decimo mese consecutivo di cali, ma è migliorato rispetto al -2,2% di novembre.

“L’inflazione cinese è risultata più alta del previsto e questo potrebbe aggiungere un po’ di rischio al ribasso spingendo alcuni investitori a monetizzare i guadagni”, commenta Ben Le Brun, analista di OptionsXpress.

Intorno alle 8,20 italiane l’indice Msci dell’area Asia-Pacifico cede lo 0,3%, cancellando i guadagni della prima parte della seduta che avevano portato il paniere nuovamente vicino ai massimi da agosto 2011 toccati la scorsa settimana. Il Nikkei, non compreso nell’indice, ha chiuso in rialzo dell’1,4%.

Particolarmente pesante la borsa di SHANGHAI che sulla scia della lettura dell’inflazione affonda dell’1,8% trascinando anche HONG KONG in territorio negativo. Prada cede quasi il 2%.

“Non è la fine del mondo. Siamo stati in ipercomprato per oltre una settimana quindi questo dato sull’inflazione fa scattare un po’ di prese di beneficio. Siamo in una fase di consolidamento”, osserva Hong Hao, chief equity strategist di Bank of Communication International a Hong Kong.

I realizzi penalizzano anche SINGAPORE mentre TAIWAN riesce a strappare una chiusura marginalmente positiva con il sostegno di petroliferi e trasporti.

SEOUL chiude debole sulla scia dell’apprezzamento della valuta locale ai massimi da 17 mesi, che pesa sui titoli legati all’export.

In AUSTRALIA perdono terreno i principali minerari dopo la chiusura di alcune attività per un ciclone mentre è positiva MUMBAI grazie ai guadagni degli esportatori di servizi software dopo la trimestrale di Infosys.

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