10 gennaio 2013 / 09:10 / tra 5 anni

Atlantia, fonti: offerta Gemina avrà importante parte in azioni

di Stefano Bernabei

Passeggeri in coda all'aeroporto internazionale di Fiumicino a Roma, 17 aprile, 2010. REUTERS/Max Rossi

ROMA (Reuters) - L‘operazione con cui Atlantia punta entro le assemblee di fine aprile all‘ok alla fusione con Gemina non sarà solo con una offerta cash ma prevede una importante parte in azioni per limitare l‘impatto sul debito e tenere sotto controllo il rischio di un taglio del rating.

Lo hanno detto a Reuters alcune fonti vicine all‘operazione.

“Ci sarà sicuramente una componente molto importante di carta, non tutto cash, per abbassare il rischio di un impatto sul rating”, spiega una delle fonti.

Dopo le indicazioni, in tarda mattinata, che Sintonia non aderirà a una eventuale Opa su Gemina, si smonta l‘ipotesi a cui il mercato ha creduto per un po’, che l‘azionista di controllo delle due società puntasse a un valore di takeover elevato per incassare da Atlantia - caricandola di debito - come azionista Gemina, in una sorta di arbitraggio tra le due partecipazioni.

“Stamani il rischio che Gemina salisse molto ha spinto al ribasso Atlantia verso valori che renderebbero inattuabile l‘operazione”, spiega una seconda fonte.

In avvio di seduta Atlantia è scesa fino a perdere circa il 4% a 13,23 euro mentre Gemina saliva fino a 1,23 ma senza riuscire ad avvicinare il valore di 1,4 o 1,5 che qualche report ha ipotizzato come possibile prezzo di Opa [ID:nL5E9CA4NZ].

Dopo queste indicazioni raccolte da Reuters sulla struttura ipotizzabile dell‘operazione, le quotazioni si sono richiuse con Atlantia che alle 16 quota 13,5 euro in calo del 2,45% e Gemina a 1,18 euro, invariata su ieri.

Sulla base di valutazioni di molti analisti che ritengono il fair value di Gemina attorno o poco sopra 1,2 euro per azione, secondo una delle fonti “l‘esborso massimo per Atlantia in contanti resterà sotto 700 milioni”.

Immaginando una Opa attorno a 1,2 euro, cioè valutando tutta Gemina poco sopra 1,7 miliardi, se si elimina la quota di pertinenza di Sintonia del 36%, si arriva a una operazione per Atlantia da poco più di un miliardo.

Questa offerta agli altri soci Gemina - i cui dettagli sono evidentemente non ancora fissati - potrebbe tradursi in una operazione in parte cash e in parte carta per poi andare alle assemblee per la fusione in Atlantia con il delisting di Gemina. In alternativa Atlantia potrebbe lanciare una Opa per raccogliere solo le adesioni che le servono, assieme al 36% che Sintonia ha di Gemina, per vincere in assemblea l‘ok alla fusione.

Con questa struttura dell‘integrazione di Gemina, spiega una delle fonti riferendosi al limitato effetto diluitivo, “non vedo rischi per l‘attuale payout di Atlantia”, che prevede una crescita annua del dividendo pari al 5%.

Questa fonte spiega anche che comunque “dovrà esserci equilibrio tra l‘esigenza di non appesantire il debito, pagando cash, e quella di non diluire troppo gli azionisti”.

In precedenza un‘altra fonte ha detto a Reuters che in ogni caso la famiglia Benetton punta a mantenere il controllo di Atlantia, almeno con il 30%.

I tempi della prospettata fusione tra la holding Gemina, che controlla Adr a cui fa capo la gestione dell‘aeroporto di Fiumicino, nella holding Atlantia, che è la controllante di Autostrade per l‘Italia, “sono piuttosto stretti. Si punta ad arrivare alle assemblee di fine aprile con le delibere per la fusione”, ha spiegato la prima fonte. Questo significa che per allora ci deve essere già stata l‘Opa in modo che Atlantia possa presentarsi in assemblea di Gemina e proporre la fusione avendo comunque oltre al 36% di Sintonia altri voti certi.

Oggi Sintonia, tramite Edizione, è controllata dai Benetton al 66,4%, Gic (Singapore) ha il 17,68%, Goldman Sachs il 9,9% e Mediobanca il 5,9%.

Atlantia a sua volta è controllata da Sintonia con il 46,4%, con il secondo azionista che è la Fondazione Crt al 6,3%.

Gemina, infine, fa capo sempre a Sintonia con il 36% circa ed è controllata tramite un patto di sindacato che ha il 41,7% in cui comanda Sintonia al 18%.

Gli altri azionisti rilevanti di Gemina sono Mediobanca (12,6%), Toti (12,8%) Changi airport (8,4%), Fonsai (4,2%), Unicredit (3,4%), Ubs (3,2%), Generali (3%), Norges Bank (2%).

L‘integrazione di Gemina verso cui corre Atlantia porterebbe l‘operatore autostradale controllato dai Benetton in un assetto più in linea con gli altri competitor, integrando anche il business aeroportuale, come già fanno Vinci - che recentemente ha vinto la gara in Portogallo per la privatizzazione del gestore aeroportuale Ana [ID:nP4E8J901M] o Ferrovial, che spazia dall‘aeroporto di Heathrow alle autostrade in Canada, oppure ad Abertis presente sia negli aeroporti sia nelle autostrade. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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