17 dicembre 2012 / 10:59 / 5 anni fa

Monte Paschi, da Commissione Ue ok condizionato a Monti Bond

BRUXELLES/ROMA (Reuters) - La Commissione europea ha dato un via libera condizionato al piano di salvataggio dello Stato per Monte Paschi da 3,9 miliardi di euro, dopo mesi di incertezza sulle modalità di emissione di questa forma di aiuto che la banca chiederà al Tesoro italiano.

L'ingresso del Monte dei Paschi a Siena, 27 giugno 2012. REUTERS/Stefano Rellandini

Sulla notizia le azioni di Mps sono subito salite con convinzione e, complice anche il recupero dello spread che è molto correlato con il titolo dell‘istituto senese, hanno finito la seduta in rialzo superiore al 6% a 0,2161 euro.

Entro il primo marzo Mps emetterà i Monti Bond e prima ancora, verosimilmente a partire da febbraio, dovrà esserci una assemblea straordinaria che autorizzi la banca ad emettere nuove azioni come capitale sottostante al servizio del debito con lo Stato.

L‘approvazione di Bruxelles è comunque condizionata alla presentazione da parte della banca senese di un piano di ristrutturazione entro sei mesi, si legge in una nota della Commissione, secondo cui il salvataggio della banca è necessario per preservare la stabilità del sistema finanziario italiano.

“Questo piano sarà il piano industriale della banca che potrà subire gli aggiornamenti necessari che la Commissione potrà richiedere”, spiega una fonte che ha seguito il dossier.

La richiesta di sottoporre un piano di ristrutturazione lascia la porta aperta alla possibilità che la Commissione europea chieda quindi misure aggiuntive al Monte oltre a quelle già annunciate in giugno e relative al taglio di 4.600 posti di lavoro e di 400 filiali per ridurre i costi.

La modalità con cui Mps dovrà emettere i 3,9 miliardi di obbligazioni speciali a favore del Tesoro è andata via via affinandosi, soprattutto per il lungo confronto con la Commissione Ue, fino alla settimana scorsa.

Nel presentare un emendamento alla legge di stabilità, il governo ha infatti introdotto giovedì 13 dicembre alcuni paletti alla facoltà che Mps possa pagare le cedole sui Monti bond attraverso l‘emissione di nuovi Monti bond.

Questo avverrà certamente con l‘esercizio 2012, quando la banca senese chiuderà in perdita e non avrà risorse dal bilancio per pagare la cedola al Tesoro sul debito maturato finora - pari a 1,9 miliardi di vecchi Tremonti bond confluiti nel nuovo pacchetto - a un tasso di interesse che dovrebbe attestarsi attorno al 9,5%.

L‘esecutivo aveva rivisto le norme che regolano l‘emissione di queste obbligazioni nel decreto salva infrazioni europee, in vigore dall‘11 dicembre con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

In sintesi, il decreto stabilisce che Mps possa pagare le cedole in forma monetaria o, nel caso non abbia risorse sufficienti, attraverso l‘emissione di nuovi Monti bond o di azioni ordinarie a valore di mercato.

Ora, con la presentazione dell‘emendamento, il governo corregge ancora il tiro e stabilisce che Mps possa pagare le cedole sui Monti anche attraverso l‘emissione di nuovi Monti bond “in relazione agli esercizi finanziari 2012 e 2013”, ma “nei limiti in cui ciò risulti compatibile con il quadro normativo dell‘Unione europea in materia di aiuti di Stato”.

Come condizione per il salvataggio, il Tesoro chiede alla banca di adottare le delibere per l‘aumento di capitale al servizio dell‘eventuale conversione in azioni dei Monti bond.

Queste delibere verranno assunte appunto con l‘assemblea che verrà convocata prima dell‘emissione, da farsi entro il primo marzo. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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