13 dicembre 2012 / 08:23 / 5 anni fa

Vigilanza bancaria sotto lente leader Ue dopo ok Ecofin

Il presidente della Bce Mario Draghi. REUTERS/Francois Lenoir

BRUXELLES (Reuters) - I ventisette capi di Stato e di governo europei dedicheranno l‘ultimo summit del 2012, il sesto, che inizia questo pomeriggio a Bruxelles, a dare il suggello politico all‘intesa raggiunta dopo una lunga maratona in sede Ecofin sull‘affidamento alla Bce di nuovi poteri di vigilanza bancaria partire dal 2014. Accordo visto come il primo passo della nuova fase di progressiva integrazione economica e finanziaria a sostengo dell‘euro.

Dopo mesi di complicate trattative e oltre 14 ore di colloqui questa notte, i ministri finanziari dell‘Unione europea si sono accordati per conferire alla Bce l‘autorità di supervisione diretta su almeno 150 delle maggiori banche della zona euro, e il potere di intervenire anche sugli istituti più piccoli ai primi segnali di difficoltà.

“Questo è un primo grande passo per l‘unione bancaria” ha dichiarato in conferenza stampa il commissario europeo al Mercato unico Michel Barnier. “La Bce ricoprirà un ruolo centrale, su questo non c‘è ambiguità”.

La nuova struttura della vigilanza dovrebbe essere operativa entro il primo marzo 2014, dopo il dibattito al parlamento europeo, anche se è previsto uno slittamento qualora la Bce richieda più tempo per prepararsi.

Gli ultimi giorni di trattativa hanno portato a un appianamento delle divergenze esistenti tra Francia e Germania, con quest‘ultima che è riuscita ad ottenere una parziale riduzione dei poteri del Consiglio direttivo della Bce sulla nuova supervisione bancaria.

L‘accordo prevede che la vigilanza passi dalle autorità nazionali alla Bce per quelle banche che abbiano attivi di almeno 30 miliardi di euro o comunque superiori a un quinto del pil del loro paese. Secondo il ministro delle finanze francese Pierre Moscovici sono oltre 150 gli istituti che rientrano in tale classificazione.

Questo permette a Berlino, come desiderato, di mantenere sotto il proprio controllo primario il vasto mondo delle banche cooperative e delle casse di risparmio tedesche, anche se l‘autorità della Bce si affermerà nel caso emergano problemi legati a queste banche.

Restano ovviamente diverse questioni ancora aperte, a partire dalla possibilità di ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo di salvataggio della zona euro. Secondo gli accordi del vertice Ue di giugno, tali poteri sarebbero dovuti diventare effettivi una volta messo a punto il meccanismo di supervisione bancaria. Paesi come Francia, Italia e Spagna spingono affinché si parta prima possibile su tale fronte, mentre la Germania frena, spaventata di doversi accollare gran parte dei costi per la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà in tutta la zona euro.

“Abbiamo raggiunto i punti principali per mettere in piedi una supervisione bancaria europea, che dovrebbe iniziare il proprio lavoro nel 2014” ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble. “Siamo coerenti con quanto deciso, per portare avanti l‘Europa passo dopo passo”.

“Siamo riusciti a garantire alla Germania le richieste chiave”, ha commentato la cancelliera Angela Merkel prima di partire per il summit di oggi e domani a Bruxelles.

Il tempo per godersi il risultato non sarà molto però. I prossimi step dell’‘unione bancaria - la creazione di un fondo per le banche in difficoltà e garanzie sui depositi coordinate per proteggere i risparmiatori - saranno oggetti di un confronto ancora più aspro. E non mancheranno nemmeno altri nodi politici e finanziari da sciogliere durante il prossimo anno.

Con il paventato ritorno di Silvio Berlusconi sulla scena italiana alle elezioni di primavera, il voto nella stessa Germania e il salvataggio della Spagna ancora in ballo le ombre sull‘Unione non mancheranno, senza citare la situazione di Grecia, Portogallo e Irlanda.

L‘Italia desta particolare preoccupazione per il rischio che un futuro governo abbandoni il cammino di riforme strutturali e di rispetto degli impegni europei intrapreso dal governo tecnico di Mario Monti. Berlusconi, pur professandosi europeista, ha già attaccato pesantemente la Germania nei giorni scorsi e definito lo spread “una invenzione” per mettere in difficoltà l‘Italia.

La priorità immediata è quella di mettere a punto una cornice legale per l‘unione bancaria con il via libera del Parlamento europeo. Poi la Bce deve assumere lo staff competente e decidere come realizzare il suo compito. La supervisione non partirà prima di aprile e non sarà pienamente operativa prima di marzo 2014. Il monitoraggio sarà diretto per 150-200 istituti, con la possibilità di ispezionare su tutti i 6.000 istituti in caso di problemi.

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