28 novembre 2012 / 08:40 / 5 anni fa

Btp forti, voci rientro fondi, tasso 10 anni a minimi febbraio 2011

MILANO (Reuters) - Chiusura in denaro per i Btp, con un marcato rafforzamento delle posizioni nell‘ultima parte della seduta, a conferma del tono positivo del mercato italiano durante questa tornata d‘aste.

Operatori durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

A sostenere le quotazioni sui Btp sono le voci di acquisto da parte di grossi investitori, che approfittano del momento di ritrovato ottimismo per riprendere posizione sul debito italiano, da cui erano usciti a partire da due anni fa.

“Pensiamo ci sia un grosso compratore Usa che entra sul mercato e quindi si compra sulla base di questo, c‘è euforia, il tema ovunque è ‘compra compra compra’” spiega un trader da Londra.

Il progressivo rientro dei grossi portafogli sull‘Italia viene confermato anche da un secondo trader, da Milano: “fondi Usa, fondi sovrani asiatici o mediorientali: sono tutti usciti due anni fa dall‘Italia; lo stesso fondo sovrano norvegese non ha al momento una singola lira investita in Btp”.

“Ora stanno rientrando pian piano, magari invogliati dal buon andamento del mercato in questi giorni: ma per questi soggetto pian piano vuol dire a botte di 100-200 milioni al giorno, che in mercato poco liquido come questo si fanno sentire” spiega.

Nell‘ultimo scorcio della seduta il rendimento sul dieci anni scende fino al minimo intraday del 4,59%, un livello che non si vedeva dall‘inizio di febbraio del 2011.

E nonostante la forza odierna dell Bund, lo spread Italia/Germania scivola fino a 322 punti base, segnando un nuovo minimo dallo scorso 25 ottobre. A fine seduta lo spread si attesta a 323 punti base, in restringimento dai 330 della chiusura di ieri.

CLIMA FAVOREVOLE PER ASTE MEDIO-LUNGO DI DOMANI

“Non dimentichiamo che non nonostante il rendimento sul Bot semestrale sia sceso sotto l‘1% all‘asta di stamattina, resta comunque circa una settantina di centesimi sopra il costo di rifinanziamento sull‘interbancario, non mi stupisce ci sia interesse per la carta italiana” prosegue il trader milanese.

In questo clima di favore - dopo l‘asta odierna di Bot semestrali che ha visto il rendimento sul titolo scendere sotto l‘1% per la prima volta da oltre due anni [ID:nTAR001578] - il mercato si prepara ai collocamenti a medio lungo termine di domani. In asta andranno tra 2 e 3 miliardi di euro sia del Btp benchmark a cinque anni (novembre 2017, terza tranche) sia del dieci anni (novembre 2022) [ID:nL5E8MQC0A].

Il Btp quinquennale rende in chiusura circa il 3,29% contro il 3,80% dell‘asta di fine ottobre: a tali livelli saremmo sui minimi da novembre 2010; lo stesso per il benchmark decennale, che chiude al rendimento del 4,60%, contro il 4,92% dell‘ultima asta.

In una nota dedicata alle aste di domani UniCredit ipotizza una possibile discesa del costo del finanziamento di 40 punti base sul 5 anni e di 30 sul 10 anni rispetto alle ultime aste, ricordando inoltre che da inizio anno il costo di finanziamento medio per l‘Italia, sul tratto medio-lungo, si attesta al 4,45%.

“Gli spread italiani sul tratto 2-5 anni e su quello 5-10 anni sono tra i più ampi dell‘Unione monetaria; si sono moderatamente irripiditi nelle ultime quattro settimane e appaiono interessanti in termini assoluti” si legge nella nota, anche se, alla luce del recente rally dei Btp, Unicredit avverte: “nel breve vediamo il rischio di una moderata correzione dovuta alle prese di profitto di fine anno e alle persistenti incertezze presenti nella zona euro”.

Intanto oggi il pomeriggio il Tesoro ha fatto il pieno della domanda nelle riaperture dei titoli in asta ieri, collocando l‘intero importo supplementare di 525 milioni del Ctz settembre 2014, di 112,05 milioni sul Btpei settembre 2019 e di 37,95 sul Btpei settembre 2026 [ID:nL5E8MSARD].

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