2 novembre 2012 / 10:24 / 5 anni fa

Fiat, dopo ministri anche Pd e sindacati contro mobilità

di Francesca Piscioneri

Operai della Fiat all'ingresso dello stabilimento di Pomigliano D'Arco, 10 ottobre 2012. REUTERS/Ciro de Luca

ROMA (Reuters) - Coro di critiche a Sergio Marchionne per la decisione Fiat di mandare in mobilità 19 dipendenti della Newco di Pomigliano a fronte di altrettanti lavoratori Fiom che il tribunale ha ordinato all‘azienda di reintegrare.

Dopo i ministri Passera e Fornero, anche il leader Cisl Raffaele Bonanni, tra i più convinti firmatari degli accordi aziendali nel sito campano e a Mirafiori, contesta la scelta del Lingotto e invoca l‘intervento del presidente della Repubblica. E la Uilm annuncia che i firmatari del contratto Fiat (Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl) chiederanno un incontro a Marchionne per interrompere la procedura di mobilità.

Alcuni media parlano anche della possibilità che sia direttamente il presidente del Consiglio, Mario Monti, a mediare sulla vicenda.

Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si è trattato di un gesto “non accettabile” e, sulla scelta Fiat di abbandonare il piano Fabbrica Italia, dice: “Finora abbiamo visto solo rompere il giocattolo”.

L‘azienda replica nel pomeriggio con una nota nella quale definisce “inesatti” i commenti sulla sua decisione e spiega che ci sono dei tempi tecnici per l‘effettivo avvio della mobilità sulla quale “non vi è alcuna urgenza”. Si tratta di 45 giorni a partire dal 31 ottobre, data di avvio della procedura.

Fiat getta però un‘ombra sulla possibilità che, non solo i 19 lavoratori Fiom, ma tutti gli altri 1.000 in cassa integrazione, saranno effettivamente riassorbiti nella Newco, subordinando la scelta alle condizioni, difficili, del mercato auto.

Fiat si è impegnata nel luglio 2011 ad riassumere nella Newco entro il luglio 2013 tutti i circa 5.000 dipendenti del vecchio stabilimento campano. Al momento ne ha reintegrati circa la metà.

Due giorni fa Fiat ha annunciato che per ottemperare alla sentenza della Corte d‘Appello di Roma, che le intima di riassumere nella newco di Pomigliano 19 lavoratori della Fiom entro 40 giorni, ne manderà in mobilità altrettanti.

In totale l‘azienda, condannata per comportamento anti sindacale a seguito di un ricorso presentato dai metalmeccanici della Cgil, dovrà reintegrare 145 operai Fiom.

POSSIBILE MEDIAZIONE NAPOLITANO O MONTI?

“Quello di Fiat è stato un gesto non accettabile che dal punto di vista morale non va bene. Se viene riconosciuto un errore di un‘azienda questo non va scaricato sui lavoratori che devono mantenere famiglia”, ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, parlando a Milano.

Bonanni - che pure continua ad attaccare i metalmeccanici della Cgil, ritenendo che dividano il sindacato e che abbiano “gonfiato” la notizia sui licenziamenti per “nascondere” l‘annuncio che Fiat continua a investire in Italia - pensa che l‘azienda abbia fatto “un autogol continuando il testa a testa con la Fiom”. “Il presidente della Repubblica farebbe bene a interessarsi del problema della Fiat”.

Il sindacalista annuncia “ricorsi legali” per tutelare coloro che Fiat si prepara a licenziare per riassumere quelli Fiom “perché si tratta di lavoratori che hanno sottoscritto un accordo”.

Il segretario generale Uilm, Rocco Palombella, ha definito “una strada percorribile la possibilità”, prospettata da alcuni media, che il presidente del Consiglio Mario Monti intervenga per arrivare ad una mediazione, dopo che ieri due ministri del suo governo hanno criticato la decisione del capo di Fiat, Sergio Marchionne.

Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha detto: “Non mi è piaciuta la mossa che è stata fatta”.

Mentre il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha invitato Fiat a “soprassedere all‘avvio della procedura di messa in mobilità in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi solo il fatto specifico ma l‘insieme delle relazioni sindacali”.

Ha collaborato Giulio Piovaccari da Milano Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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