1 novembre 2012 / 08:08 / 5 anni fa

Marchionne: Fiat comincerà a investire a Melfi entro anno

MILANO (Reuters) - Entro l‘anno Fiat comincerà a investire nello stabilimento di Melfi. E’ quanto dice, in un‘intervista al Corriere della Sera, l‘amministratore delegato della casa torinese, Sergio Marchionne.

L'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. REUTERS/Rebecca Cook (UNITED STATES - Tags: BUSINESS HEADSHOT)

“La prossima settimana ci vanno i nostri tecnici”, afferma l‘AD. “Entro l‘anno cominceremo a spendere i nostri primi soldi”.

Melfi dovrebbe produrre dal 2014 il mini Suv e la jeep, che precedentemente erano destinati allo stabilimento torinese di Mirafiori.

Il numero uno di Fiat parla di un mercato dell‘auto europeo che “sta raschiando il fondo del barile” e che per altri due anni continuerà a rimanere schiacciato. Marchionne spiega tuttavia che ora esistono le condizioni per il pieno rilancio degli stabilimenti italiani.

“Prima investo qui per andare a fare concorrenza ai tedeschi” afferma l‘AD: solo dopo si concentrerà sulla fusione Fiat-Chrysler. “Diciamo 2014-2015. Tutto insieme non lo posso fare”.

Marchionne torna anche sul tema del rilancio dell‘Alfa Romeo, affermando che ora gli investimenti sono possibili grazie allo sfruttamento delle architetture, delle piattaforme e dei motori Chrysler, e dei concessionari negli Usa.

“Oggi è grazie a Chrysler che possiamo fare leva su Alfa e Maserati e andare a dare fastidio ai concorrenti dei brand premium” afferma Marchionne, aggiungendo però di non aver dato neanche ai sindacati numeri precisi su entità e tempi degli investimenti. “L‘annuncio di Fabbrica Italia è stato il mio più grande errore: il mercato è crollato e mi hanno impiccato sui dettagli. Ora lavoreremo in silenzio, a testa bassa, lasciando che a parlare siano i fatti”.

“Ci vuole un enorme coraggio ad investire adesso, andare sulla fascia alta mettendo in gioco tutte le nostre competenze ed eredità migliori. (...) Se l‘avessi fatto in questi due anni, buttando soldi nel sistema come molti avrebbero voluto, avrei portato i libri in Tribunale. Adesso possiamo permettercelo”.

Una frecciata va anche ai concorrenti europei della Fiat.

“L‘Europa della libera concorrenza nell‘auto è già saltata. La Francia dà sette miliardi a Psa. La Germania l‘ha fatto in passato e, se sarà necessario, alla fine interverrà su Opel. Noi sappiamo che in Italia, mercato che in cinque anni ha perso il 40%, non c‘è niente da dare a nessuno e comunque noi non lo vorremmo” dice l‘AD di Fiat.

Nell‘intervista, Marchionne si sofferma sui rapporti con i sindacati, in particolare con la Fiom, definita “incapace di adattarsi a una realtà in cui la maggioranza vuole lavorare e non farsi condizionare dalla minoranza”.

A proposito della decisione di mettere in mobilità 19 lavoratori per fare posto a quelli reintegrati dal giudice, l‘AD la definisce “totalmente coerente... Non c‘è lavoro sufficiente, dove metto anche solo un assunto in più? Risponda la Fiom. Ma non accetto lezioni di democrazia”.

Il numero uno di Fiat ribadisce inoltre la propria stima per il presidente del Consiglio Mario Monti.

“Non so cosa vogliano fare i partiti. So che l‘alternativa a Monti non è bella. Se non ci va lui, all‘estero, chi ci mandiamo? Abbiamo recuperato credibilità. Il coraggio di quest‘uomo che si è giocato tutto, faccia e credibilità, è unico”.

(Giulio Piovaccari)

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