30 ottobre 2012 / 09:48 / tra 5 anni

Italia, Cannata: emissioni 2013 Tesoro a 410 miliardi o meno

MILANO (Reuters) - Il prossimo anno le emissioni di titoli di Stato italiani saranno pari a 410 miliardi o a un livello leggermente inferiore dopo i 470 miliardi del 2012.

Italia, Cannata: rendimenti accettabili e gestibili REUTERS/Kacper Pempel

Lo afferma Maria Cannata, responsabile del Tesoro per la gestione del debito, in occasione del convegno Euromoney.

“Con 40 miliardi abbondanti in meno per le minori scadenze e altri 20 in meno per il minor fabbisogno, quindi 60 miliardi, scenderemo dai 470 miliardi di quest‘anno attorno a 410 miliardi, poi vedremo, se le cose progrediscono anche qualcosa di meno” spiega la numero uno del debito pubblico italiano.

“Dopo aver affrontato un 2012 che era un anno così pesante, alla fine di un periodo terribile, come la fine del 2011, quindi con condizioni di mercato abbastanza avverse, non è certo il 2013 che è un anno normale che ci preoccupa” aggiunge.

Subito dopo la comunicazione dei risultati delle aste odierne di Btp a 5 e 10 anni, che hanno visto i rendimenti ai minimi da maggio 2011 e il collocamento del massimo del range offerto, Maria Cannata sottolinea in particolare il buon risultato del nuovo 5 anni collocato “ampiamente sopra mercato”.

Nè lo spauracchio del rischio politivo ha trovato riscontro al momento del collocamento.

“L‘asta è andata molto bene: ottima domanda, bei rendimenti. Sono molto contenta, visti appunto tutti i dubbi che sembravano essere sorti” afferma, aggiungendo che dopo i collocamenti di questa mattina il Tesoro ha raggiunto il 91/92% del funding 2012.

PREVISTO ALLEGGERIMENTO ASTE A BREVE FINE ANNO

Per le aste degli ultimi due mesi del 2012 l‘esponente del Tesoro conferma l‘intenzione di ridurre l‘importo delle emissioni a breve, mentre resta remota l‘ipotesi di cancellazione di aste.

“Quello che faremo, come già detto, è andare più leggeri sul breve. Avete visto come è il mercato, di giorno in giorno la situazione può mutare, ci teniamo tutta la flessibilità che ci serve. Però sono piuttosto fiduciosa” afferma. “Cancellare qualcosa non credo perché a dicembre ci sono molte scadenze. Potremo sicuramente essere leggeri nei Bot di metà mese a novembre, ma meglio comunque navigare con calma, passo dopo passo, non fare previsioni”.

Dopo il grande successo del collocamento del terzo Btp Italia, con una raccolta di circa 18 miliardi di euro, la stessa Cannata aveva ipotizzato un allaggerimento delle emissioni pubbliche negli ultimi due mesi dell‘anno.

La responsabile per la gestione del debito è più fredda sulla possibilità di un‘attività di prefunding per il 2013, come ipotizzato la scorsa settimana per la Spagna dal responsabile del debito pubblico di Madrid.

“Bisogna confrontarsi con le condizioni di mercato. Fare prefunding giusto a fine anno non è detto che sia la cosa più semplice al mondo perché la liquidità diminuisce” spiega. “E poi abbiamo il tetto delle emissioni nette. È vero che abbiamo ancora spazio, però abbiamo un limite che è tassativo (...) Siamo sempre dell‘idea che il mercato deve essere sfruttato al massimo, non forzato: ok a prefunding se si farà senza forzare, ma non a qualsiasi costo”.

CONDIZIONI NON ANCORA IDEALI PER RITORNO BTP 15 ANNI

Il Tesoro potrebbe tornare ad emettere sulle scadenze superiori ai dieci anni un volta che si saranno verificate condizioni di sufficiente stabilità del mercato, prosegue Maria Cannata, rispondendo ad una domanda sui tempi di un‘eventuale nuova asta di Btp a 15 anni.

“Deve esserci una condizione, ci vuole un periodo magari non di un mese ma di qualche settimana in cui i tassi stanno non dico fermissimi, ma quasi. Cioè se si stabilizzano su un livello con oscillazioni molto moderate” spiega la responsabile del debito pubblico. “Anche quando ci sono grossi miglioramenti questa non è la situazione ideale per fare un titolo a così lungo termine. Appena ci sarà l‘occasione lo faremo perché siamo pronti sul mercato, ma non chiedetemi quando. Spero presto ma è solo un auspicio”.

Il Tesoro è tornato a collocare il Btp a 15 anni a metà settembre, per l‘importo di 1,5 miliardi di euro, dopo che le emissioni del titolo erano state bloccate per oltre un anno.

(Giulio Piovaccari, Luca Trogni)

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