24 ottobre 2012 / 07:08 / 5 anni fa

Italia, Regling: miglioramenti produttività tra 2-3 anni

MILANO/ROMA (Reuters) - Occorreranno due o tre anni all‘Italia per poter vedere i primi effetti delle riforme strutturali sulla produttività.

Il numero uno del Fondo salva stati europeo, Klaus Regling. REUTERS/Tim Chong

A dirlo è il numero uno del nuovo Fondo salva stati europeo (ESM) Klaus Regling, in un‘intervista al Sole 24 Ore, in cui si dà comunque un giudizio di apprezzamento per le misure finora adottate dal governo Monti, come testimonia la recente discesa dei tassi sul debito italiano.

“Penso che le misure fiscali e le riforme strutturali del governo Monti stiano mostrando i primi risultati proprio con questo calo dei rendimenti” spiega il numero uno dell‘Esm, che aggiunge: “l‘impatto delle riforme strutturali sulla produttività, per contro, non può ancora manifestarsi, ma questo è normale, ci vogliono tra i due e tre anni per vedere miglioramenti sulla produttività”.

“L‘Italia ora è sulla strada giusta e gli italiani non devono scoraggiarsi per colpa della mancanza di progressi immediati: arriveranno” ha aggiunto.

Regling spiega che l‘Esm è pronto a trasferire alla Spagna 30 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche entro fine anno e ad avviare programmi per Stati di grandi dimensioni con modalità differenti da quelle finora utilizzate per Grecia, Irlanda e Portogallo, anche con interventi sul mercato primario fino al 50% dell‘ammontare delle emissioni dei titoli di Stato.

Regling ha confermato che le banche spagnole saranno ricapitalizzate con bond emessi ma non collocati sui mercati, come ha fatto l‘Efsf con quelle greche.

Quanto agli aiuti finanziari secondo la linea di credito precauzionale dell‘Esm, Regling ha ribadito che “l‘iter politico è lo stesso di un programma di aggiustamento perché nel caso in cui l‘erogazione di un prestito dovesse rendersi necessaria, si dovrà mettere denaro a disposizione immediatamente” attraverso l‘acquisto in asta dei titoli del paese in questione.

Secondo Regling, ”non è facile dire“ se questa Enhanced conditions credit line” (Eccl) sia un programma a condizionalità leggera. L‘obiettivo è che la sola concessione della linea di credito rassicuri i mercati rendendo inutile il suo effettivo utilizzo.

Ma la semplice disponibilità dell‘Eccl ad un Paese, osserva il numero uno dell‘Esm, non rende scontato l‘intervento della Bce a sostegno del suo debito pubblico con interventi sul mercato secondario.

“La Bce deciderà indipendentemente e sulla base di valutazioni di politica monetaria se sarà il caso di usare le Omt (nuovo programma acquisto bond) oppure no”, ha detto Regling

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