18 ottobre 2012 / 14:18 / tra 5 anni

Eni, richiesta interdizione Kazakistan, nuovi atti da pm, gip fissa udienza

MILANO (Reuters) - Il gip di Milano Alfonsa Maria Ferraro ha fissato al 30 ottobre un‘udienza camerale fra le parti per valutare la richiesta della procura di interdire dal fare gare d‘appalto in Kazakistan - o in subordine di commissariare - Agip Kco, la divisione operativa di Eni nel paese asiatico, nell‘ambito dell‘inchiesta su presunte tangenti da 20 milioni di dollari fino al 2007 per l‘appalto del giacimento petrolifero di Kashagan.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che la fissazione dell‘udienza si è resa necessaria dopo che il pm Fabio De Pasquale ha depositato nuovi atti a integrazione della sua richiesta, presentata nel maggio scorso.

Le fonti hanno aggiunto che molto probabilmente il 30 ottobre l‘udienza verrà poi aggiornata ad altra data a causa di un problema di partecipazione di alcuni avvocati.

Il 29 maggio scorso, i legali di Eni avevano presentato una memoria in cui chiedevano di bocciare l‘istanza della procura sostenendo che non c‘è stato alcun illecito e che, anche qualora vi fosse stata qualche irregolarità, non può essere attribuita a Eni perché Agip Kco è una società che ha autonomia propria.

Agip Kco è una società controllata da un‘altra società a sua volta controllata interamente da Eni, che era deputata dal consorzio North Caspian Sea Production, al quale Eni partecipa con il 16,81%, a fare gare in Kazakistan nella prima fase dello sviluppo del giacimento di Kashagan.

L‘eventuale interdizione di Agip Kco, spiegano fonti giudiziarie, non dovrebbe comunque pregiudicare l‘operatività del consorzio (nel quale figurano anche Shell, ExxonMobil, Total, ConocoPhilips, Inpexe l‘ente petrolifero statale KazMunaiGas), che potrebbe affidare la operatività sui contratti a un‘altra società controllata.

L‘inchiesta, nata dalle dichiarazioni dell‘ex rappresentante dell‘Eni a Mosca Mario Reali - che parlò di mazzette pagate estero su estero per contratti internazionali e lasciò la società nel 2005 - vede indagati alcuni manager Eni fra i quali Guido Michelotti (responsabile del programma Eni in Kazakistan fra 2006 e 2008) e la società stessa come persona giuridica in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle aziende, ma non l‘AD Paolo Scaroni.

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