18 ottobre 2012 / 06:55 / tra 5 anni

Mps, Moody's taglia rating a "junk", outlook negativo

MILANO/ROMA (Reuters) - Moody’s ha tagliato i rating della Banca Mps a livello di titolo spazzatura perchè ritiene che ci sia una ragionevole probabilità che gli aiuti di Stato richiesti non bastino a garantire un adeguato rafforzamento patrimoniale.

Il presidente di Mps Alessandro Profumo. REUTERS/Stefano Rellandini

I rating long-term debt e deposit sono stati tagliati di due notch a Ba2 da Baa3 e l‘agenzia americana ha ridotto anche il rating a breve a ‘Not-Prime’ da ‘Prime-3’ e la forza finanziaria standalone a E. L‘outlook rimane negativo.

“Era largamente atteso ed eravamo pronti”, commenta il gestore di una primaria casa italiana.

“Solo gestori sprovveduti avrebbero tenuto ancora il titolo in portafoglio. Immagino che tutti i fondi pensione se ne siano già liberati”, aggiunge, spiegando anche che il 90% dei clienti ha mandati di gestione che non consentono di investire in titoli junk.

Il bond Mps con scadenza 11 settembre 2014, che ieri quotava 442 pb sul midswap oggi, dopo il downgrade, ha allargato di 15 pb. L‘emissione con scadenza 2015 ieri quotava 475 pb e oggi ha allargato di circa 25 pb.

Per chi lavora in una banca londinese “l‘investitore ha messo il bollino rosso su Mps già da un po’” da quando, cioè, Mps è stata la sola banca italiana a non superare l‘ultimo stress test e ha ricevuto sostegno dallo stato italiana. Una cautela evidenziata dall‘ultima emissione, quella di settembre, pagata molto cara, 450 sul Midswap.

“Quindi già prima di questo downgrade la banca faceva fatica a raccogliere e ora l‘investitore avrà timore che a questo primo downgrade seguiranno quelli delle altre agenzie”, aggiungono da Londra, anticipando per Mps ancora più difficoltà in futuro a raccogliere fondi.

La banca, interpellata, non fa commenti; il titolo dopo una apertura in borsa calo del 3% ha appesantito le perdite e alle 12,30 è in ribasso del 5,5% circa a 0,2334 euro.

L‘azione di downgrade ha interessato anche Mps Capital Services, i cui rating sono stati portati allo stesso livello di Banca Mps.

Come conseguenza degli stress test condotti congiuntamente dall‘autorità bancaria europea (Eba) e dalla Banca d‘Italia, che hanno indicato per le banche un core Tier 1 minimo del 9%, Mps non è stata in grado di adeguare la base patrimoniale al livello richiesto e deve quindi fare ricorso all‘assistenza del Tesoro, ricorda Moody‘s.

L‘abbassamento degli indicatori di rischio standalone di Mps riflette l‘opinione di Moody’s che, nonostante l‘iniezione di capitale da 1,5 miliardi di euro da parte del governo italiano, resta una concreta probabilità che la banca abbia bisogno di chiedere ulteriore supporto esterno nell‘arco dell‘orizzonte del rating.

Nel caso di ulteriore deterioramento della qualità degli asset, che Moody’s considera probabile date le prospettive deboli per la crescita dell‘economia italiana e il contesto operativo Ue, c‘è una forte probabilità che l‘istituto non sia in grado di generare internamente capitale sufficiente per mantenere i livelli patrimoniali regolamentari.

Anche Davide Pasquali, presidente di Pharus Sicav mette il dito nella piaga della congiuntura economica italiana. “Abbiamo bond a breve termine Mps perchè sono sotto la protezione del LTRO (della Bce)”, ha detto Pasquali i cui fondi obbligazionari corporate hanno facoltà di investire anche in titoli “unrated”. “Ma un investimento a lungo sul debito di Mps non lo farei non tanto per le capacità del management ma quanto per le condizioni economiche dell‘Italia che sono disastrose”.

Oggi Mediobanca, nella sua morning note, ricorda di aver stimato che gli attivi netti deteriorati del Monte pesino per il 140% circa del capitale core Tier 1 e che questo sia “certamente un motivo di preoccupazione”. Moody’s nel suo rapporto evidenzia che le sofferenze della banca senese contano per il 17% del monte prestiti rispetto al 13% della media delle banche italiane.

Mediobanca comunque ritiene anche che l‘aumento di capitale da un miliardo che Mps prevede di lanciare entro il 2015 per ripagare gli aiuti di Stato “possa non essere necessario” se ci fosse in futuro un miglioramento dello spread Btp Bund, a cui l‘esposizione della banca è molto sensibile.

Secondo Moody’s le decisioni relative ai rating sui depositi di Mps riflettono l‘aumento dei rischi, per i depositanti e altri creditori, impliciti nella debolezza della forza standalone della banca. Rischi parzialmente bilanciati dall‘accresciuta probabilità di sostegno evidenziata dalle recenti azioni del governo.

(Stefano Bernabei, Maria Pia Quaglia)

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