17 ottobre 2012 / 12:37 / tra 5 anni

Legge stabilità raccoglie 12,8 mld in 2013, 2,6 in deficit

ROMA (Reuters) - Tra riduzioni di tasse e aumenti di spesa, la Legge di stabilità ha un valore di 12,8 miliardi nel 2013 ma le coperture assicurano 10,2 miliardi. Il resto, 2,6 miliardi circa, viene finanziato con l‘emissione di nuovo debito pubblico.

È quanto emerge dalla relazione tecnica allegata al disegno di legge, che contribuisce a chiarire la struttura della manovra e il suo impatto sull‘economia.

La quota di spesa in disavanzo equivale grosso modo alla forbice tra rapporto deficit/Pil programmatico (1,8%) e l‘analogo indicatore a legislazione vigente (1,6%), secondo il nuovo bilancio di previsione contenuto nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), diffusa dal governo il 20 settembre scorso.

Tenendo conto di altri 265 milioni che l‘articolato qualifica come rifinanziamento di spese previste da varie leggi, il ricorso all‘indebitamento sale a 2,9 miliardi. Negli anni successivi l‘impatto sui saldi è invece minimo.

La leva fiscale assicura poco più del 60% dei mezzi di copertura in tutto il triennio 2013-2015. Il saldo tra le maggiori e le minori entrate si traduce in riduzioni d‘imposta pari a 2,36 miliardi nel 2013 e a poco più di un miliardo nel 2014. Gli effetti della manovra cambiano di segno nel 2015, quando famiglie e imprese dovranno pagare 302 milioni di tasse in più.

Tuttavia, per capire l‘effetto concreto su contribuenti e imprese bisogna fare attenzione a come il governo considera la variabile Iva. La Legge di stabilità dimezza l‘aumento dell‘imposta sui consumi: le aliquote del 10 e del 21% saliranno nel secondo semestre del 2013 di un punto percentuale anziché di due. Nulla cambia l‘anno successivo, quando era già previsto che le aliquote fossero pari all‘11 e al 22%.

Il ministero dell‘Economia registra come minore entrata l‘intervento sull‘Iva perché guarda all‘impatto sul bilancio pubblico. Per i contribuenti, invece, il prelievo aggiuntivo vale 3,28 miliardi nel 2013 e 6,56 miliardi dal 2014.

Nel 2013, le maggiori entrate ammmontano a 9,67 miliardi tenendo conto dell‘Iva. La pressione tributaria cresce quindi di circa 921 milioni al netto delle riduzioni di imposta. Nel 2014 il peso del fisco sale di 5,51 miliardi e nel 2015 di oltre 6 miliardi.

(Giuseppe Fonte)

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