16 ottobre 2012 / 13:07 / tra 5 anni

Bankitalia chiede attento monitoraggio su conti pubblici

Conti pubblici, Bankitalia: hanno bisogno di attento monitoraggio. Nell'immagine, banconote di euro. REUTERS/Lee Jae-Won

di Giselda Vagnoni

ROMA (Reuters) - I dati disponibili sugli andamenti in corso d‘anno segnalano la necessità di un costante e attento monitoraggio dei conti pubblici nei prossimi mesi.

È quanto scrive la Banca d‘Italia nell‘ultimo Bollettino economico mentre aumentano le pressioni dei partiti politici per una revisione della Legge di stabilità che fissa obiettivi e misure per il rispetto del pareggio strutturale di bilancio nel 2013 concordato dal governo con l‘Unione europea.

Gli economisti del governatore Ignazio Visco ricordano “l‘ampio processo di riforma in corso, volto a riportare l‘Italia in una sentiero di crescita sostenuta”, e segnalano un moderato ritorno di fiducia sul titoli di Stato nazionali.

“Dopo un periodo di ingenti disinvestimenti da titoli di portafoglio emessi in Italia, dallo scorso maggio i non residenti sono tornati a effettuare acquisti netti, sia pure di entità modesta”, si legge nel documento che viene pubblicato ogni tre mesi.

Bankitalia avverte, però, che la situazione sui mercati è ancora tesa e la guardia non può essere allentata.

“È cruciale procedere con decisione e tempestività nell‘attuazione delle misure già adottate”, dice il Bollettino riferendosi a quelle norme varate dal governo tecnico di Mario Monti che devono essere ancora perfezionate.

Se si guarda al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, si vede che nei primi otto mesi ammontava a 50,3 miliardi al netto delle dismissioni mobiliari, con un miglioramento di appena 0,9 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2011.

Il miglioramento del fabbisogno sale a 1,9 miliardi se si escludono gli esborsi in favore della Grecia (effettuati solo nel 2011 per 5 miliardi), i prestiti erogati dall‘Efsf (la quota di competenza dell‘Italia è aumentata da 2,2 miliardi a 17,1 miliardi) e le somme riversate dagli enti decentrati presso la tesoreria centrale a seguito delle nuove norme sulla tesoreria unica (circa 9 miliardi nel 2012).

L‘anno scorso il deficit italiano è stato pari al 3,9% del Pil. Per quest‘anno il governo ha rivisto l‘obiettivo al 2,6% dal precedente 1,7% a causa del peggioramento della congiuntura.

I dati più recenti forniti da Istat, che usa una definizione leggermente diversa rispetto a quella della banca centrale, mostrano che alla fine di giugno il disavanzo era pari al 5% del Pil, invariato rispetto allo stesso periodo del 2011.

Alla fine di agosto il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 68,9 miliardi, si legge nel Bollettino, (57,4 miliardi nei primi otto mesi del 2011).

PATRIMONIALIZZAZIONE BANCHE SI E’ ANCORA RAFFORZATA

Altro motivo di preoccupazione è il fatto che l‘attività economica continua a ristagnare. Il Pil del terzo trimestre presenterà per la quinta volta consecutiva un meno davanti anche se inferiore al -0,8% registrato tra gennaio e marzo e tra aprile e giugno.

L‘uscita dalla recessione arriverà nel corso del prossimo anno, dice Bankitalia, ma anche il 2013 si chiuderà con una media negativa dopo il -2,4% atteso dal governo per il 2012.

La produzione industriale riprenderà a scendere in settembre dopo il salto dell‘1,7% realizzato in agosto per concludere il terzo trimestre in calo in media di oltre mezzo punto percentuale (-1,6% nel secondo trimestre).

In crescita, invece, le entrate tributarie. Sempre in base ai dati della Banca d‘Italia, nei primi tre trimestri del 2012 quelle contabilizzate nel bilancio dello Stato sono aumentate nell‘ordine del 4% rispetto al corrispondente periodo del 2011.

In questo contesto la qualità del credito e la redditività del sistema bancario risentono del peggioramento della congiuntura ma la patrimonializzazione delle banche si è ancora rafforzata.

“Perdurano le difficoltà sul mercato all‘ingrosso ma la raccolta al dettaglio delle banche italiane rimane solida”, dice Bankitalia cui spetta la vigilanza sul sistema creditizio.

Nel primo semestre del 2012, secondo le relazioni trimestrali consolidate dei primi cinque gruppi bancari, la reddittività al netto delle poste straordinarie connesse con la svalutazione degli ammortamenti è lievemente diminuita.

Il rendimento del capitale e delle riserve (Roe), valutato su base annua, è sceso di circa un punto percentuale rispetto a un anno prima, al 3,7%.

I coefficienti patrimoniali dei cinque maggiori gruppi hanno continuato a migliorare nel secondo trimestre di quest‘anno, soprattutto grazie a una riduzione delle attività ponderate per il rischio. Alla fine di giugno il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (Core tier1) ha raggiunto, in media, il 10,5% dal 10,0% in marzo.

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