16 ottobre 2012 / 09:54 / tra 5 anni

Ue, accordo Italia-Francia-Spagna su riforma Pac

Il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. REUTERS/Tony Gentile

ROMA (Reuters) - Italia, Francia e Spagna hanno una convergenza “altissima” sulla riforma della Politica agricola comune dell‘Unione europea, a partire dalla richiesta di mantenere inalterato il bilancio annuale che l‘Unione destina all‘agricoltura.

Lo ha detto oggi il ministro delle Politiche agricole Mario Catania nel corso di una conferenza stampa al termine di un vertice con i suoi omologhi francese e spagnolo.

“Siamo ormai vicini alla fase finale della negoziazione della Politica agricola comune... c‘è una convergenza abbastanza significativa (tra Italia, Francia e Spagna) su tutte le principali questioni, in primis la difesa del bilancio agricolo dell‘Unione europea, che è un punto centrale...”, ha detto Catania, che poi ha parlato di “livello di convergenza altissimo”.

In un comunicato congiunto diffuso successivamente, è scritto che i ministri “credono che il budget della Pac debba essere mantenuto al livello della proposta della Commissione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020”.

La Commissione europea ha presentato le proprie proposte per la riforma della Pac un anno fa. L‘idea di Bruxelles è quella di mantenere sostanzialmente inalterato il livello di spesa, circa 55 miliardi di euro l‘anno, fino al 2020 - e poi ridurlo successivamente - modificando però la politica di sovvenzioni alle aziende di grandi dimensioni e ponendo obiettivi di conservazione ambientale agli agricoltori con il cosiddetto “greening”.

Il ministro francese Stephane Le Folle ha confermato l‘accordo sui “grandi principi che andremo a difendere” durante la fase finale del negoziato, e ha detto che spera di ottenere anche il sostegno della Germania.

Nei giorni scorsi anche il ministro dell‘Agricoltura tedesco, in un comunicato congiunto con quello francese, si è schierato per il mantenimento del budget attuale della Pac. Francia, Spagna, Germania e Italia sono i maggiori beneficiari di sovvenzioni agricole europee. La Pac rappresenta circa il 40% del bilancio Ue.

Nel comunicato, Italia, Francia e Germania dicono di accettare l‘idea di “una certa convergenza, progressiva e ragionevole” tra gli stati membri a livello di aiuti comunitari, chiedendo però di considerare parametri come “il valore della produzione o il valore aggiunto”. E chiedono anche di applicare in modo flessibile all‘interno di ogni paese gli aiuti comunitari.

GLI ALTRI PUNTI DI INTESA

Il ministro spagnolo Miguel Arias Cañete, per parte sua, ha definito “enormemente rilevante” l‘intesa tra i tre paesi, che riguarda anche l‘opposizione alla proposta della Commissione europea di deregolamentare il diritto di impianto delle vigne dal 2018. Una decisione contro cui sono già insorti i produttori di vino, e che per Cañete rischia di provocare una “crisi di sovrapproduzione” in Europa.

Altro punto sui cui concordano Italia, Francia e Spagna, il proseguimento del regime di aiuti alimentari agli indigenti: “Soprattutto in un momento di grande crisi è importante mantenere quegli aiuti, soprattutto per le situazione di povertà estrema nelle zone urbane”, ha detto il ministro spagnolo ai giornalisti.

Nel 2013 all‘Italia dovrebbero andare circa 100 milioni di euro in aiuti alimentari.

I tre paesi sono anche in parte critici verso la proposta della Comissione sul greening, cioè la trasformazione in senso ecologico dei terreni a destinazione agricola, e chiedono che “i cambiamenti siano adottati in modo da facilitarne l‘attuazione e il rispetto da parte degli agricoltori, senza gravare sulla produzione agricola”.

Infine, ha detto Catania, i tre paesi continuano a essere preoccupati per l‘andamento dei prezzi alimentari sui mercati, anche se l‘argomento non è stato toccato direttamente durante l‘incontro trilaterale di oggi, ma è al centro di una riunione oggi alla Fao, nell‘ambito della Giornata mondiale del cibo, tra una ventina di paesi.

“Siamo preoccupati dalle oscillazioni repentine dei prezzi delle derrate alimentari sui mercati... La speculazione finanziaria non può prevalere rispetto al mercato reale”, ha detto il ministro italiano.

(Massimiliano Di Giorgio)

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