October 15, 2012 / 4:48 PM / in 6 years

Rcs,domani assemblea,nodo aumento rinviato,occhi su libro soci,conti

MILANO (Reuters) - Dall’assemblea di Rcs che si terrà domani non sono attese, sulla carta, comunicazioni eclatanti sui piani di rilancio della società, per i quali si dovrà presumibilmente aspettare il piano industriale di fine autunno, ma potrebbero arrivare, da un lato, indicazioni sul difficile andamento del gruppo e potrebbe emergere, dall’altro, un quadro più chiaro sulla spartizione del capitale non vincolato al patto.

Il tutto sotto l’ombra incombente di un aumento di capitale che i soci, secondo gli analisti, faranno sempre più fatica ad evitare.

MISURE DI RAFFORZAMENTO RINVIATE, DIFFICILE EVITARE AUMENTO

All’assemblea, convocata ex articolo 2446 del Codice Civile perchè con la semestrale il gruppo editoriale ha registrato perdite superiori a un terzo del capitale, sarà proposto - come recita la relazione illustrativa del Cda ai soci - di rinviare l’adozione dei provvedimenti di rafforzamento patrimoniale “a da t a da proporsi dal Cda in connessione all’approvazione del Piano per lo sviluppo della società”. La legge dà tempo un anno per intervenire, il piano cui sta lavorando il nuovo AD Pietro Scott Jovane è atteso verso dicembre.

Prima o dopo, però, il nodo andrà sciolto ed è difficile che domani non fioccheranno le domande sull’argomento.

“Mi aspetto che la domanda se ci sarà o meno un aumento di capitale verrà fatta. La vera notizia sarà se la risposta sarà no”, dice un analista. I report dei broker continuano in effetti a dare per “probabile” una ricapitalizzazione (o un bond convertibile) tra i 200 e i 400 milioni, nonostante la gran parte dei soci forti sia poco propensa a mettere nuovo denaro nel gruppo.

“Non vedo molte altre chance. La cessione di Flammarion non basta e anche l’ipotesi di una valorizzazione delle attività spagnole (responsabili delle maxisvalutazioni che hanno affossato il bilancio) con la vendita di almeno una parte di Unidad Editorial appare ora piuttosto complicata, almeno nel breve termine, perchè i fondamentali sono pesanti, l’andamento della raccolta pubblicitaria è drammatico”, prosegue l’analista.

Eppure indiscrezioni su possibili operazioni straordinarie in Spagna non mancano. Oggi Dagospia cita “voci delle ultime ore” secondo cui il gruppo Prisa, che edita il Pais, sarebbe interessato a rilevare Unidad Editorial, che pubblica il concorrente El Mundo. “Un po’ come se si fondessero gli editori di Repubblica e del Corriere”, commenta scettico un analista.

OCCHI SU QUOTE SOCI FUORI PATTO

Gli unici azionisti ad essersi espressi in passato a favore di un aumento di capitale sono i due big fuori dal patto di sindacato: il vicepresidente Giudeppe Rotelli, sopra il 16%, e Diego Della Valle, recentemente salito all’8,7% e ufficialmente interessato a crescere ancora (alcuni giornali lo danno già intorno al 10%). Il libro soci dirà domani a che quota sia arrivato il patron della Tod’s, uscito dal patto lo scorso aprile in polemica con il cambio di governance e management imposto da Fiat e Mediobanca, mentre non sono attese novità sulla partecipazione di Rotelli. All’imprenditore della sanità, scriveva qualche giorno fa un giornale, potrebbe però essere proposto a breve qualche incarico più operativo nel gruppo al fine di scongiurare un’ipotetica alleanza con Della Valle.

Ha detto, invece, che non si presenterà in assemblea Alessandro Proto, consulente milanese che, dopo tanti annunci senza apparente riscontro, ha notificato la scorsa settimana a Consob un patto di sindacato con quattro investitori esteri sul 2,8% del capitale. Con questo micro-patto, il flottante di Rcs scende così al 5% circa. “Inizierei a chiedermi se non debba essere preteso il delisting o la ricostituzione del flottante”, osserva un analista.

POSSIBILI INDICAZIONI SU CONTI, ATTESO TRIM3 PESANTE

Qualche indicazione potrebbe arrivare infine sull’andamento del gruppo, che il 13 novembre pubblicherà la trimestrale.

“Il primo semestre si è chiuso con una perdita di 427 milioni, compresa la svalutazione della Spagna per circa 300 milioni. I nove mesi secondo me si chiuderanno con una perdita superiore ai 450 milioni, perchè alla svalutazione si aggiungono le perdite della parte operativa”, dice un analista.

Al 30 giugno l’indebitamento finanziario netto del gruppo ammontava a circa un miliardo di euro, ma la vendita di Flammarion a Gallimard porterà un beneficio finanziario di circa 230 milioni. La relazione del Cda ai soci parla di linee di credito a medio lungo termine per 800 milioni (linee committed), di debiti per leasing sempre a medio lungo termine per 84 milioni, a cui si aggiungono altre linee di credito a breve termine suddivise in differenti forme tecniche; il grosso scade a fine 2013. Le linee di credito, si legge nella relazione ai soci, “saranno rinegoziate in relazione ai fabbisogni di cassa che emergeranno con il nuovo piano per lo sviluppo (...). No n sono previsti, allo stato, piani di ristrutturazione del debito finanziario”.

Per il 2012 Mediobanca stima per Rcs ricavi in calo a 1,65 miliardi dagli oltre 2 miliardi del 2011, un Ebitda in contrazione a 55 milioni da 167 milioni, un Ebit negativo di 347 milioni e una perdita netta di 322 milioni, sostanzialmente in linea con il 2011.

(Claudia Cristoferi)

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