11 ottobre 2012 / 11:28 / 5 anni fa

Italcementi, sequestrato sito Colleferro per emissioni

Una veduta del cementificio di Collerro della Italcementi. REUTERS/HO/Pietro Scerrato

ROMA (Reuters) - L‘impianto Italcementi di Colleferro è stato posto oggi sotto sequestro preventivo da parte della magistratura per violazione delle norme sulle emissioni nocive, anche se l‘azienda dice che la produzione di cemento non si è interrotta e che entro dieci giorni terminerà i lavori di adeguamento alle normative ambientali.

La decisione della magistratura, che riguarda una delle più grandi aziende del settore cementiero in Italia, cade proprio nei giorni più caldi della vertenza sull‘Ilva, l‘impianto siderurgico di Taranto sequestrato dalla procura in un‘inchiesta per disastro ambientale che quest‘estate ha visto scattare gli arresti domiciliari per i vertici del Gruppo Riva.

Secondo fonti giudiziarie, in base al provvedimento - disposto dal gip di Velletri Giuseppe Cairo su richiesta del pm Giuseppe Travaglini - se Italcementi non si metterà in regola entro dieci giorni, sarà disposto il distacco dell‘elettricità.

Il direttore dello stabilimento, Alfredo Vitale, risulta indagato, dicono le fonti.

Il gruppo spiega in una prima nota che il provvedimento riguarda “l‘adeguamento geometrico di alcuni punti di emissione alle normative europee [...] che non riguardano il principale processo di combustione, ma alcune fasi secondarie dell‘attività produttiva”.

Italcementi aggiunge che “l‘adeguamento è già in corso di realizzazione da alcune settimane e, per gran parte dei punti in questione, già completato”.

In una seconda nota, la società conferma di avere “10 giorni di tempo per concludere l‘adeguamento già in corso, nel frattempo l‘attività produttiva non sarà interrotta”.

Le emissioni principali dello stabilimento, secondo Italcementi, “sono quelle del forno di produzione del cemento, che sono controllate in continuo 24 ore su 24, e risultano abbondantemente al di sotto dei limiti di legge”.

Alla base dell‘inchiesta c‘è un rapporto dell‘Arpa, l‘agenzia ambientale della Regione, che avrebbe riscontrato irregolarità nel funzionamento dei camini del cementificio, spiegano le fonti.

Un‘indagine congiunta sull‘impianto condotta da Arpa, Provincia di Roma e nucleo operativo ecologico dei carabinieri (Noe) era cominciata già nell‘ottobre del 2011, per possibili inadempienze dell‘azienda nel rispetto dell‘Aia, l‘Autorizzazione integrrata ambientale,ha detto a Reuters il responsabile del Servizio provinciale di Tutela Aria ed Energia, Antonio Capitani.

Dall‘indagine di Arpa era risultato che su 119 punti di emissione del cementificio solo uno superava abbondantamente i limiti di legge, ha detto il funzionario, mentre in diversi altri il problema riguardava la tecnologia utilizzata. Alcuni punti di emissione infatti, erano posti in orizzontale e non in verticale, come prescritto dalla legge.

“A luglio scorso è stata emanata una diffida e Italcementi aveva risposto annunciando una serie di interventi che dovevano terminare entro l‘anno”, ha detto Capitani, aggiungendo però di non sapere con certezza quale sia il motivo che ha spinto la magistratura a intervenire col sequestro preventivo, perché non ha ricevuto copia del provvedimento disposto dal tribunale.

“Forse si tratta di un modo per accelerare gli interventi di adeguamento, ma è solo un‘opinione personale”, ha detto.

Italcementi è presente in Italia con 17 cementerie, 232 impianti di calcestruzzo, 7 centri di macinazione, 52 cave di inerti e 1 impianto di produzione additivi.

Italcementi Group produce circa 74 milioni di tonnellate l‘anno. Nello stabilimento di Colleferro, in provincia di Roma, lavorano circa 200 operai e si produce il 2% circa del totale di gruppo.

(Massimiliano Di Giorgio)

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