3 ottobre 2012 / 07:13 / 5 anni fa

Borsa Milano chiude in positivo trainata da banche, Europa negativa

MILANO (Reuters) - Chiude in positivo Piazza Affari con performance migliori rispetto alle altre piazze europee grazie ai guadagni del comparto bancario, più pesante sul listino milanese.

L'ingresso di Borsa Italiana a Milano, in una foto dell'8 dicembre 2011. REUTERS/Alessandro Garofalo

“Milano va meglio in confronti all‘Europa grazie alle banche. Il mercato è comunque tranquillo, con pochi spunti mentre lo spread Btp-Bund è poco variato” commenta un trader, che segnala volumi scarsi sull‘indice FTSE Mib.

Il differenziale tra titoli di stato italiani e tedeschi chiude in lieve rialzo a 360 punti, mentre le persistenti incertezze legate all‘eventuale richiesta di aiuti da parte della Spagna continuano a pesare sul mood del mercato.

Nel pomeriggio i dati positivi sui nuovi posti di lavoro del settore privato Usa e sull‘Ism non manifatturiero non sono bastati per dare nuova spinta agli investitori. Dalle sale operative segnalano che l‘erraticità sull‘indice milanese potrà continuare fino a che non giungeranno nuove certezze.

L‘indice FTSE Mib chiude in rialzo dello 0,25%, l‘Allshare dello 0,2%, mentre il paniere europeo FTSEurofirst termina la seduta in negativo a -0,12%. Volumi per 1,5 miliardi di euro circa.

* I bancari trainano il paniere per tutta la seduta. Tra le bluechip in luce UNICREDIT che guadagna l‘1,44%, mentre INTESA vede un rialzo dello 0,81%. Salgono poi BANCO POPOLARE (1,57%), POP MILANO (+1,13%), UBI (+1,07%) e POP EMILIA (+0,51%). Sui rialzi delle banche, in particolare delle popolari, i trader citano l‘invito formulato dall‘Antitrust a rivedere la governance auspicando l‘adozione del modello delle spa. In controtendenza, MEDIOBANCA cede lo 0,98%.

* Sugli scudi EXOR che sale dell‘1,73% con volumi oltre una volta e mezzo la media giornaliera. Sul titolo, segnala un trader, è stata violata un‘importante resistenza grafica di 20,35 euro.

* TELECOM IT recupera parte delle perdite di ieri (+1,69%) dopo le notizie stampa su Tim Brasil e l‘esame da parte delle autorità sui criteri contabili utilizzati dalla partecipata brasiliana. In un filing alle autorità di mercato la società ha precisato che la sua politica di bilancio è in linea con i principi contabili ed è stata approvata da revisori indipendenti.

* Realizzi sul comparto utility a seguito del rally di ieri. A2A cede l‘1,09%, mentre fuori dal listino principale IREN chiude a -0,96%.

* Debole FINMECCANICA (-0,3%): alle prese di profitto si associa l‘impatto di indiscrezioni stampa sul progetto di una ‘super-Ansaldo’ che coinvolgerebbe anche ANSALDO STS e Breda.

* Perde qualcosa ma rimane positiva FERRAGAMO (0,54%) dopo che BofA-Merrill ha avviato la copertura sul titolo con ‘buy’. Il giudizio positivo non influisce tuttavia sugli altri titoli del lusso. “La notizia non alimenta il comparto e Luxottica e Tod’s sono in calo” sottolinea un analista. TOD‘S chiude a -0,4%, LUXOTTICA a -0,04%.

* Denaro su tutto il settore editoriale nonostante uno stoxx europeo leggermente negativo (-0,05%). MONDADORI mette a segno un +9,96% galvanizzata dalla revisione al rialzo del giudizio da parte di Mediobanca a ‘outperform’. Comprate TISCALI (+12,44%), L‘ESPRESSO (+3,41%), CLASS (+4,27%) e RCS (+1,18%).

In rosso MEDIASET (-0,46%) con il mercato che continua a nutrire perplessità sulle prospettive del gruppo televisivo, riferisce un trader.

* Ancora sotto i riflettori SARAS che guadagna il 5,68% con volumi oltre tre volte la media. “Un titolo da tenere sott‘occhio” dice un trader, che prevede risultati trimestrali sopra le attese per la società grazie alle buone performance del settore raffinazione. Il titolo ha anche un “appeal speculativo legato alle trattative con Rosneft circa un accordo commerciale che potrebbe aprire la strada ad una partnership più ampia” aggiunge, con riferimento a un incontro tenutosi a settembre con Rosneft per discutere di possibili cooperazioni.

* Chiude a -3,32% SAVE sulla notizia che l‘assemblea degli azionisti ha bocciato il progetto di incorporazione di Marco Polo Holding (Mph), determinando il fallimento dell‘operazione. Caduta anche la proposta di dividendo straordinario.

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