1 ottobre 2012 / 16:20 / tra 5 anni

Auto Italia, settembre -25,7% ma forse toccato il fondo

MILANO (Reuters) - Il mercato dell‘auto in Italia a settembre segna il peggiore ribasso dell‘anno, dopo il -26,7% del mese di marzo, che soffriva però dell‘impatto negativo dello sciopero delle bisarche, con Fiat che mantiene la sua quota a circa il 30%.

Il mercato mostra quindi un peggioramento, ma secondo alcuni osservatori potrebbe aver toccato un punto di minimo.

Le immatricolazioni di auto del mese di settembre in Italia si attestano a 109.178 veicoli, in ribasso del 25,7% su anno, secondo i dati del ministero dei Trasporti.

Una nota Fiat dice che si tratta del peggior settembre dal 1984, quando sono state immatricolate 107.000 auto.

Le immatricolazioni del gruppo Fiat sono a 33.032 veicoli, in calo del 24,2% annuo. La quota di mercato è pari al 30,26% dal 29,6% di agosto e dal 29,65% di settembre 2011.

Sono sempre modelli Fiat i più venduti in Italia con la Panda al primo posto (9.100 immatricolazioni e il 42,1% di quota nel segmento A), la seconda è la Punto (quasi 6.800 e quota del segmento B al 20,1%), 500 la terza (3.500 esemplari), dice una nota del gruppo torinese.

MERCATO IN PEGGIORAMENTO, MA FORSE HA TOCCATO IL FONDO

Unrae, associazione delle case estere in Italia, sottolinea come il parco circolante di auto in Italia si stia riducendo.

Si “sta generando quell‘effetto di demotorizzazione privata, sul quale avevamo lanciato l‘allarme alcuni mesi fa”, dice il presidente Jacques Bousquet, in una nota. “Le famiglie italiane stanno gradualmente radiando la propria auto senza acquistarne una nuova: il parco circolante dei privati, infatti, nei primi 6 mesi di questo anno si è ridotto di 60.000 unità”.

Il Centro Studi Promotor (Csp) sottolinea come il mercato a settembre è peggiorato: segna - 25,7% a fronte del -20,5% dei primi nove mesi.

Non si vede come il quadro possa migliorare data la caduta dell‘economia reale “determinata dalle politiche di risanamento finanziario imposte dai mercati e dalla mancanza di una politica anti-congiunturale”, dice il direttore Gian primo Quagliano.

Migliorano invece le aspettative. Secondo l‘indagine del Csp, a giugno il 72% dei concessionari interpellati prevedeva una diminuzione della domanda ora quella quota è scesa al 52%.

Sulla base di queste indicazioni si può ritenere che “la caduta del mercato dell‘auto abbia ormai toccato il fondo”, aggiunge Quagliano in una nota.

Qualche giorno fa l‘AD Fiat Sergio Marchionne ha fatto una valutazione analoga sul mercato dell‘auto italiano.

Anfia, l‘associazione dei produttori del settore, di cui Fiat non fa più parte dopo l‘uscita da Confindusria, sottolinea l‘urgenza di misure di politica industriale finalizzate a “far ripartire gli investimenti”.

L‘associazione dei concessionari, Federauto, punta il dito contro le misure fiscali del governo di Mario Monti che hanno colpito il settore.

“Un Monti bis? Per il mondo dell‘auto sarebbe la fine”, dice il presidente dell‘associazione Filippo Pavan Bernacchi.

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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