27 settembre 2012 / 10:18 / tra 5 anni

Fiat discute sgravi fisco con governo, pessimismo su settore

PARIGI (Reuters) - Fiat torna a polemizzare con Volkswagen, colpevole di prevedere il fallimento di un produttore europeo e dice di aver discusso con il presidente del consiglio italiano, Mario Monti, la possibilità di sgravi fiscali sul costo del lavoro e sulle esportazioni.

l'ad di Fiat Sergio Marchionne. REUTERS/Giorgio Perottino

Lo ha detto l‘AD Fiat, Sergio Marchionne al salone dell‘auto di Parigi, mentre i produttori temono altri due anni di debolezza del mercato a causa delle misure di austerità e dell‘elevata disoccupazione.

“Ci stiamo preparando a nuove sorprese negative nel 2013 e forse anche nel 2014”, ha detto l‘AD Volkswagen Martin Winterkorn, che ha parlato poi di un 2013 “molto impegnativo”, soprattutto in Europa.

FIAT NON HA CHIESTO AIUTI

Marchionne ha detto che Fiat non ha chiesto aiuti all‘Unione Europea o al governo italiano.

Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nei giorni scorsi, ha detto che intende valutare a breve se varare un meccanismo di incentivi, forse fiscali, alle esportazioni per il settore manifatturiero nel suo complesso.

L‘AD Fiat, sempre nei giorni scorsi, ha detto che puntare all‘export è l‘unica strada per salvare gli stabilimenti di Fiat in Italia, che operano a ritmi di gran lunga inferiori alla piena capacità produttiva.

Marchionne, oggi da Parigi, ha ribadito anche la necessità di un‘azione coordinata a livello europeo per ridurre la capacità produttiva del settore.

“Abbiamo una responsabilità collettiva di realizzare una progressiva ristrutturazione a livello europeo”, ha detto.

La richiesta avanzata da Marchionne a più riprese, in qualità di presidente dell‘Acea (l‘associazione dei produttori europei) ha incontrato l‘opposizione dei tedeschi di Volkswagen, l‘unica casa produttrice che non ha perso soldi in Europa nel 2011.

CHIUSURA STABILIMENTI FIAT E’ POSSIBILE

Marchionne non condivide, anche nella veste di presidente dell‘Acea, il punto di vista di Volkswagen che una casa europea fallirà e dice che le critiche del produttore tedesco sono sconvenienti e vergognose.

L‘AD ha detto che la chiusura di impianti è “più possibile” a causa della crisi in Europa, aggiungendo che è difficile dire se sia “probabile”. L‘AD ha detto che a fine ottobre, con la diffusione dei risulati del trimestre, non ci saranno annunci di chiusura di impianti in Italia.

Marchionne di recente è entrato in rotta di collisione con il gruppo tedesco su diverse questioni. Primo l‘ipotesi di un‘azione coordinata a livello europeo per ridurre la capacità produttiva, ma anche sulle strategie dei tedeschi accusati di favorire una guerra dei prezzi.

FIAT NON VUOLE RIENTRARE IN CONFINDUSTRIA

Il gruppo ha detto che non intende rientrare in Confindustria. Era uscito dall‘associazione degli imprenditori, anche in polemica con l‘ex-presidente Emma Marcegaglia, ma soprattutto per avere mani libere nelle trattative sul nuovo contratto di lavoro per i dipendenti Fiat.

Marchionne aveva detto che avrebbe valutato la possibilità di rientrare se fosse stato eletto a capo dell‘organizzazione Alberto Bombassei, presidente Brembo.

La Giunta di Confindustria a marzo ha designato l‘imprenditore bergamasco Giorgio Squinzi, patron della Mapei, nuovo presidente.

Squinzi è stato appoggiato da Marcegaglia e dalla famiglia dell‘ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

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