25 settembre 2012 / 17:38 / tra 5 anni

Italia, S&P taglia stime pil, nessun impatto su rating

Un atelier di sartoria a Firenze, 5 settembre 2012. REUTERS/Giampiero Sposito

MILANO (Reuters) - Standard & Poor’s abbassa le stime sull‘andamento dell‘economia italiana nel 2012 e nel 2013, una revisione che tuttavia - come precisa l‘agenzia - non ha un impatto diretto sul rating sovrano del paese.

In un report pubblicato stamane, in cui il capoeconomista per l‘area Europa, Medio Oriente e Africa Jean-Michel Six rivede le prospettive economiche per l‘intera area euro, viene indicata una previsione di contrazione del pil italiano del 2,4% nel 2012 e dello 0,6% nel 2013 contro stime precedenti di -2,1% e -0,4% risalenti a fine luglio scorso.

Il ritorno alla crescita è atteso solo nel 2014, con un +0,9% previsto per il pil italiano.

“Non c‘è un impatto sul rating, le previsioni economiche non sono direttamente legate ai rating sovrani” precisa un portavoce dell‘agenzia.

L‘azione di S&P arriva a pochi giorni dalla revisione peggiorativa, da parte del governo, delle principali variabili del quadro macroeconomico nazionale.

Sul 2012 la stime di S&P è sostanzialmente in linea con la nuova previsione diffusa giovedì scorso dal governo, mente sul 2013 la stima dell‘agenzia di rating è sostanzialmente peggiore del -0,2% di Palazzo Chigi.

RECESSIONE PIU’ PROFONDA IN ITALIA E SPAGNA

L‘agenzia di rating delinea inoltre un quadro alternativo, di pesante recessione, per quanto questo non rappresenti al momento lo scenario più probabile: in questo caso le stime sul pil italiano vengono ulteriormente peggiorate, -2,6% nel 2012 e -2,1% nel 2013, anche se per il 2014 il rimbalzo dell‘economia sarebbe più marcato, con un +1,3%.

“Gli ultimi indicatori economici continuano a dipingere un quadro fosco per l‘Europa. I dati confermano che l‘area sta entrando in un nuovo periodo di recessione, dopo tre trimestri di crescita negativa o stagnante dall‘ultimo trimestre del 2010” scrive Six nel rapporto.

“In particolare, stimiamo un altro anno di crescita molto debole nel 2013 in Francia e nel Regno Unito, e un‘ulteriore diminuzione del prodotto in Italia e in Spagna” aggiunge Six, parlando di una recessione che si fa “più profonda” in queste ultime due economie.

Per quel che riguarda la Spagna S&P rivede al ribasso la stima di crescita sul 2013 a -1,4% dal precedente -0,6%, fermo restando il -1,8% del 2012.

Stime peggiorate anche per il pil della zona euro nel suo complesso: ora S&P prevede un -0,8% per quest‘anno e un dato piatto per il prossimo, contro il -0,7% e il +0,3% rispettivi di luglio.

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