25 settembre 2012 / 17:28 / tra 5 anni

Marchionne: Fiat punterà a export anche Usa, serve sostegno governo, Ue

MILANO (Reuters) - L‘AD Fiat Sergio Marchionne ribadisce l‘intenzione di non lasciare il Paese e la fiducia sul fatto che trasformando, anche con il sostegno del governo, la parte italiana del gruppo in un centro per l‘export, anche verso gli Stati Uniti, la sfida possa essere vinta.

L'Ad di Fiat, Sergio Marchionne a Calgary, Canada, 7 settembre 2012. REUTERS/Todd Korol

Ieri l‘AD ha detto che Fiat punta sull‘export per salvare gli stabilimenti italiani, mentre il governo ha annunciato possibili incentivi ai produttori che vendono all‘estero.

Marchionne ha parlato oggi durante un incontro con quadri e dirigenti, esprimendo l‘intenzione di sedare i dubbi “nati dentro l‘azienda” che “il mio ufficio di Detroit potesse diventare quello principale”.

“Questi pensieri possono avere alimentato un certo senso di abbandono”, ha aggiunto. “Vi ho voluti incontrare anche per questo. Non ho mai smesso di occuparmi della Fiat e non ho intenzione di farlo”.

SERVE AIUTO GOVERNO ITALIA ED EUROPA

“Possiamo e dobbiamo pensare al settore dell‘auto in Italia con una logica diversa, orientarlo in modo differente e attrezzarlo perché diventi un importante centro di produzione per le esportazioni fuori dall‘Europa”, per servire il mercato statunitense ma anche il resto del mondo.

Marchionne dice che il gruppo da solo non ce la può fare e chiede all‘Italia “iniziative che riconoscano la valenza dell‘export per il rilancio dell‘economia del Paese”, alla Bce “politiche per facilitare l‘accesso al credito” e infine è necessario che “la Commissione Europea garantisca condizioni di equità per tutti i costruttori”.

Marchionne fa riferimento ai “tentativi, specialmente da parte tedesca, di creare condizioni più favorevoli alla propria industria, a scapito degli altri”.

Marchionne ha chiesto in diverse occasioni una politica concertata a livello europeo per ridurre la capacità produttiva incontrando il no dei tedeschi.

“MI SONO CHIESTO SE NE VALGA LA PENA”

L‘AD lamenta critiche ingiuste al gruppo e dice che in certi casi ha avuto paura che prevalesse lo sconforto.

“Quando si viene attaccati, come siamo attaccati noi ora, quando le menzogne passano per verità, quando ti accorgi che vince chi urla di più…”, ha detto. “Il rischio è che dopo la rabbia iniziale, si venga presi dallo sconforto”.

“A volte mi sono chiesto se ne valga la pena”, ha aggiunto. “Mi sono chiesto che senso abbia fare tutto ciò per un Paese che non apprezza, che spera nei miracoli di un investitore straniero, che ci dipinge come sfruttatori e incapaci…. e qualunque altro insulto vi venga in mente”.

Conclude però affermando che Fiat sta portando avanti un progetto di valore e deve “lavorare per portarlo a termine”.

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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